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Delitto Pordenone, la fidanzata di Giosuè scrive a Barbara D’Urso: “Vivo un incubo”

Maria Rosaria Platone, fidanzata di Giosuè Ruotolo e indagata per favoreggiamento e istigazione per il duplice omicidio di Pordenone, parla della sua situazione in una lettera indirizzata a Barbara D’Urso: «Vivo notti da incubo, svegliandomi di soprassalto, sperando che si sia trattato di un brutto sogno. Vorrei solo essere lasciata in pace»

Delitto Pordenone, la fidanzata di Giosuè scrive a Barbara D'Urso: "Vivo un incubo"

«Vivo in un incubo più grande di me». Lo scrive Maria Rosaria Platone, fidanzata di Giosuè Ruotolo, indagato per il duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza, in una lettera indirizzata a Barbara D’Urso, conduttrice di “Pomeriggio 5”. Questa è la prima volta che la ragazza, 24enne di Somma Vesuviana, indagata per istigazione e favoreggiamento nel caso di Pordenone, parla della sua situazione. «Ti scrivo Barbara perché hai affrontato questa vicenda senza pregiudizi: io sono una normale studentessa e mi trovo in una situazione con accuse infamanti che non auguro al mio peggior nemico. Mio malgrado sono indagata per una orribile vicenda avvenuta a Pordenone, a mille chilometri da dove vivo io. Io sono una ragazza che fino a ieri viveva la sua vita in tranquillità, dedicandosi allo studio e alla famiglia», scrive alla D’Urso. «Oggi, improvvisamente, mi trovo catapultata in una vicenda più grande di me, in un incubo inspiegabile. Vivo notti da incubo, svegliandomi di soprassalto, sperando che si sia trattato di un brutto sogno: purtroppo così non è e continuo a trascorrere giorni bui che posso solo sperare finiscano quanto prima», si legge nel testo integrale.

«Giosuè è innocente, perché dovrei lasciarlo?»
Poi parla della sua relazione con Giosuè dicendosi convinta della sua innocenza e che gli starà accanto in questo terribile periodo, come è giusto che sia: «Vedo che da più parti addirittura si meravigliano che non abbia ancora lasciato Giosuè: perché dovrei farlo? È innocente. E poi cosa mi rimarrebbe? Se un giorno dovesse accadere sarà perché il nostro amore sarà finito e non certo perché oggi io possa avere dei dubbi. Sono certa della sua innocenza, vorrei solo essere lasciata in pace».

«Tutti mi evitano, sono sola»
Rosaria nella missiva scrive che è rimasta completamente da sola, giudicata ingiustamente per qualcosa che non ha fatto. Tutti la evitano: «Non ho più amici, quelli che avevo mi evitano con cura, le persone che incontro, anche sconosciuti, mi additano con morbosa curiosità, facendomi sentire un mostro. Sono stata giudicata e condannata già prima di entrare quale indagata in questo processo, eppure avevo appreso attraverso i miei studi universitari che per essere ritenuta colpevole dovevo essere condannata dopo ben tre gradi di giudizio. Le mie foto, mio malgrado, sono ovunque».



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