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Equitalia, Renzi: “Entro l’anno un decreto per sopprimerla”. Dipendenti preoccupati

Il presidente del Consiglio ammette, durante la trasmissione radiofonica “Non Stop News” in onda su Rtl 102.5, d’avere in cantiere un progetto riguardante la soppressione dell’Agenzia delle Entrate. Nel frattempo i dipendenti d’Equitalia hanno indetto la prima assemblea assieme ai sindacati

Equitalia, Renzi: "Entro l'anno un decreto per sopprimerla". Dipendenti preoccupati

È per via radio, durante la trasmissione di Rtl 102.5 “Non Stop News”, che il Premier Matteo Renzi conferma la soppressione dell’Agenzia delle Entrate in programma entro la fine dell’anno. La notizia arriva dopo la domanda di un ascoltatore tramite un tweet nella mattinata del 12 luglio, domanda a cui Renzi ha risposto: «Confermo: entro l’anno bye bye Equitalia. Entro la fine del 2016 arriverà il decreto che cambierà il modo di concepire il rapporto tra fisco e cittadini. Ma non vuol dire che le multe non si pagheranno più, si pagheranno in un modo completamente diverso», sono le parole espresse in proposito. Il presidente del Consiglio ha poi continuato spiegando anche dei provvedimenti che si affronteranno sul fronte fiscale di «famiglie, pensionati, partite iva e piccole medie imprese: si può e si deve lavorare di più» per la riduzione delle tasse. «Lo stiamo facendo ma non faccio annunci. Quanto può essere questo shock fiscale? È chiaro che dobbiamo farlo entro i vincoli europei. E ricordo che se io non avessi insistito sulla flessibilità in Europa, avremmo dovuto pagare 50 miliardi di euro», ha concluso.

Evasori fiscali, correntisti e Raggi
Il premier ha informato anche dei nuovi traguardi raggiunti nella guerra all’evasione fiscale: «Nel 2015 abbiamo fatto un risultato storico nella lotta all’evasione fiscale e ci siamo guadagnati la medaglia d’oro. Continueremo a farlo e non ci fermiamo». Infine, per ciò che concerne l’accordo europeo sulle banche per ridurre il carico dei crediti deteriorati, al centro della riunione Ecofin (Consiglio Economia e finanza europea) svoltasi a Bruxelles durante la giornata del 12 luglio, Matteo Renzi ha chiosato: «I correntisti dormano tranquilli, qualche banchiere un po’ meno», citando come il nodo dei debiti scaduti «è una questione che riguarda il passato, dove la gestione delle banche è stata discutibile». Per quello che riguarda l’elezione della Raggi a Roma, il Premier precisa: «Lo dico anche ai miei: non è che dopo 15 giorni che Raggi ha vinto ti metti a criticare, lasciatela lavorare, lasciamo fare il loro lavoro ai nuovi sindaci. Il governo darà una mano perché tutti dobbiamo smettere di parlare male dell’Italia e sostenere chi al governo o nei comuni prova a migliorare le cose».

Dipendenti in allerta
Dopo l’annuncio del primo ministro italiano, i dipendenti di Equitalia hanno annunciato un’assemblea dei lavoratori bloccando gli sportelli fin dalle prime ore del mattino dell’11 luglio, un episodio che sarà frequente anche nelle prossime settimane. Nell’assemblea si è discusso dei due punti più importanti del giorno: la fine dell’Agenzia, come dichiarato da Renzi, e il “no” alla riapertura della negoziazione per il rinnovo del contratto. In una nota congiunta dei sindacati del settore riscossioni e tributi, come riportato da “Ansa”, si può leggere: «La sospensione del lavoro è stata preannunciata, ed attuata per potere dibattere fra colleghi in merito alle prospettive del settore a seguito delle preoccupanti dichiarazioni politiche che preannunciano a breve la fine di Equitalia, e della conseguente, e grave posizione delle Direzioni delle aziende del settore che, dopo 6 anni di blocco contrattuale deciso per legge, oggi negano comunque spazi di contrattazione».

La nota continua: «Con l’iniziativa di riforma attualmente allo studio, e con le attuali posizioni del management aziendale, le lavoratrici ed i lavoratori del settore si vedono negato il riconoscimento della dignità del loro lavoro e della loro professionalità, che pure in altri momenti viene giustamente riconosciuta, quando periodicamente si decide di chiedere risultati sempre più sfidanti e difficili». La mobilitazione, si spiega, proseguirà con «azioni di tipo e taglio diverso, fino a che la professionalità del lavoro che viene svolto nel settore non otterrà il giusto riconoscimento sia in termini prospettici che di condizioni contrattuali. Le prossime iniziative sono previste per la prossima settimana, e verranno puntualmente preannunciate».



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