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Family Day, folla al Circo Massimo: “Insieme per la famiglia, non contro qualcuno”

Nel giorno del Family Day la folla raccolta al Circo Massimo di Roma tiene a precisare di non essere contro qualcuno ma solo a favore della famiglia e contro la legge Cirinná sulle unioni civili: «La piazza è l’unico modo civile e onesto, per noi che non abbiamo lobby potenti, per mostrare qual è il sentire comune»

Family Day, folla al Circo Massimo: "Insieme per la famiglia, non contro qualcuno"

Il 30 gennaio ha avuto luogo a Roma al Circo Massimo il Family day, una manifestazione pro-famiglia e non contro qualcuno se non verso la legge Cirinná sulle unioni civili, tengono a precisare i partecipanti. Secondo gli organizzatori in piazza si sarebbero presentate per manifestare, due milioni di persone. A prendere parola sul palco è stato il portavoce sia del ‘Family Day’ che del ‘Comitato Difendiamo i nostri Figli’, Massimo Gandolfini, il quale ha dichiarato che si sono presentati non solo elettori di un solo partito ma di tutti i partiti: «I prossimi passaggi della legge li seguiremo minuto per minuto e vedremo chi ha ascoltato il messaggio di questa piazza e chi lo ha messo sotto i tacchi». Manifestare in piazza «è l’unico modo civile e onesto, per noi che non abbiamo lobby potenti, per mostrare qual è il sentire comune». «Oggi stiamo vivendo una società che non ponendosi più un limite sta diventando una società folle». «Non si può trasformare il desiderio in un diritto: il desiderio ha un limite, se non mettiamo limiti a un desiderio si andrà incontro alla nevrosi, alla psicosi, alla follia». «Questo ddl Cirinnà – ha continuato Gandolfini – non è accettabile dalla prima all’ultima parola, e rende assolutamente necessaria un’operazione radicale: non si tratta di mettere a posto qualcosina per renderlo accettabile, non serve un’operazione di maquillage, deve essere totalmente respinto».

«Inutile usare la parola affido»
«Lo diciamo con assoluta chiarezza, onestà e lealtà: quanto qualcuno sta cercando di modificare è un vero e proprio tentativo di far passare in maniera surrettizia una condizione che è assolutamente identica all’adozione», è quindi «inutile usare la parola affido perché l’affido nasce quando una famiglia si trova in situazioni di disagio, di difficoltà e per il suo benessere il bambino viene allontanato dalla famiglia e dato in affido ad altra famiglia che lo possa adottare, sperando che la famiglia d’origine possa essere sanata. Ma quando si prospetta l’affido rafforzato e vengono date le condizioni per cui l’affido duri fino al compimento dei 18 anni, dopo i quali sarà il ragazzo a decidere, si tratta di un’adozione mascherata da affido, ed è per questo che è inaccettabile».

«Le vittime saranno i nostri figli»
«Se si accetta una legge per la quale le unioni civili sono omologate a una famiglia fondata sul matrimonio, si fa un’enorme confusione per cui non esisterà più la famiglia, ma modelli variabili e confusi di famiglia. E le vittime saranno i nostri figli, perché la legge ha la potenza di cambiare la cultura di un popolo. Bisogna stare molto attenti quando si approvano leggi distruttive». «Ogni tanto si sente dire che l’Italia è il fanalino di coda dell’Europa, perché nell’Europa occidentale è l’unico Stato che non ha legislazione riguardante le unioni civili. L’Italia non è il fanalino di coda, ma il faro che sta indicando la civiltà all’Europa, perché non è un progresso civile programmare la nascita di un bambino orfano».

Rapporto tra madre e figlio
«Il rapporto che esiste tra il bambino e la mamma – spiega ancora Gandolfini – è un rapporto totale, non soltanto biologico. La mamma stabilisce con il bambino la prima relazione primordiale che esiste tra due persone, tutti noi abbiamo conosciuto la prima relazione nell’utero della nostra madre. L’utero non è un forno all’interno del quale costruire un manufatto».

«Lo Stato riconosca la vera famiglia»
Intervenuti in piazza anche Michele e Maria Lepiscopia, che hanno otto figli: «Non siamo qui contro qualcuno ma siamo qui per la famiglia, perchè la famiglia è meravigliosa, ed è una sola» ovvero «quella composta da padre, madre e figli e l’umanità si regge sulla vera famiglia, quella appunto formata da marito e moglie». Qui rivendichiamo «il diritto a educare i nostri figli, in particolare su temi come la sessualità». Infine dichiarano: «Lo Stato riconosca la vera famiglia, noi siamo l’esempio di come essa non sia sostenuta» in quanto «non abbiamo mai avuto aiuti nonostante otto figli».



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