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Il John Lennon che non ti aspetti, il video choc in cui prende in giro i disabili indigna il web

Le immagini, riprese durante un concerto del 1960, mostrano l’indelicato atteggiamento di Lennon mentre imita e prende in giro i disabili. L’indignazione del web: «Un video scioccante e doloroso da guardare»

Il John Lennon che non ti aspetti, il video choc in cui prende in giro i disabili indigna il web

Da ieri gira in rete un video che sta indignando tutto il mondo. Le immagini riprendono John Lennon durante un concerto nel 1960 mentre prende in giro i disabili, imitandone le difficoltà di linguaggio e di movimento e invitando il pubblico a battere le mani insieme a lui, muovendole appunto come se avessero una disabilità. Il filmato, tratto dalla trasmissione inglese ‘It Was Alright in the 60s’, in cui si mostrano momenti controversi della televisione negli anni ’60, non è inedito, ma riproposto oggi in un mondo dove dominano i social network ha acceso innumerevoli dibattiti e scandalizzato i fan del musicista e dei Beatles. Alcuni di loro hanno definito il video «scioccante e doloroso da guardare». Il cantante, che il 9 ottobre avrebbe compiuto 75 anni, se non fosse stato assassinato l’8 dicembre di 35 anni fa a New York da Mark David Chapman, è oggi, inevitabilmente, sulla bocca di tutti per aver assunto un atteggiamento così sgradevole e indelicato nei confronti dei disabili, un atteggiamento difficile da mandar giù, soprattutto se mosso da un personaggio così famoso e amato.

«I tempi sono cambiati, – ha dichiarato Lorena Bellamy dell’associazione inglese Mencap che si occupa di disabilità e diritti – ma è sempre difficile credere o accettare il fatto che personaggi così famosi avessero una visione così orribile sui disabili». «Certamente l’atteggiamento è cambiato in questi anni e non era raro vedere persone con disabilità di apprendimento essere pubblicamente derise e prese in giro. C’è ancora molta strada da fare prima che la gente si renda conto che le persone con difficoltà di apprendimento hanno le stesse speranze, sogni e sentimenti di chiunque altro e devono essere trattati con rispetto come chiunque», ha aggiunto la dottoressa Bellamy.



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