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Isis in Italia: espulso marocchino a Potenza, minacciava l’Italia e l’Occidente

E’ stato espulso dall’Italia un marocchino residente a Potenza che viveva nel nostro Paese da tre anni; si era radicalizzato e in più occasioni aveva inneggiato all’Isis sostenendo addirittura di “voler tagliare la testa agli italiani”. La notizia dell’espulsione è stata resa nota dal ministro Alfano

Isis in Italia: espulso marocchino a Potenza, minacciava l'Italia e l'Occidente

E’ stato eseguito un altro accompagnamento coatto all’aeroporto per un cittadino marocchino residente regolarmente a Potenza da tre anni, considerato ideologicamente vicino all’Isis e autore in passato di alcuni proclami che incitavano all’odio e alla violenza contro l’Italia e l’Occidente. A dare notizia dell’espulsione dell’extracomunitario è stato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Il profilo dell’uomo è simile a quello di un’altra settantina di immigrati che sono stati allontanati dal nostro Paese in quanto sospettati di radicalizzazione religiosa: precedenti penali e progressiva radicalizzazione che poi porta ad inneggiare al terrorismo islamico e all’odio contro l’Occidente. «E’ stata eseguita un’altra espulsione per la sicurezza dello Stato – ha dichiarato il ministro Alfano – si tratta di un marocchino di 32 anni, residente da tre a Potenza. Dopo accurate indagini, abbiamo accertato con chiarezza il suo processo di radicalizzazione religiosa in atto. Infatti, a dicembre aveva aggredito un minore e ai carabinieri intervenuti aveva detto di essere a favore dell’Isis e di voler “tagliare la testa agli italiani”».

Il tipo di immigrato espulso
Questa del marocchino è solo l’ultima di una serie di espulsioni messe in atto per sospetto terrorismo o comprovata radicalizzazione religiosa; dalle indagini e dagli accertamenti, ne esce fuori un ritratto tipo del sospetto terrorista che viene espulso dall’Italia. Residente, in modo più o meno regolare, nel nostro Paese da qualche anno, pregiudicato e dedito soprattutto ad attività illegali come lo spaccio o il furto; di solito viene a contatto con il terrorismo internazionale tramite Internet o conoscenze e viene monitorato in questo processo di radicalizzazione che alla fine comporta o l’arruolamento in Siria e altre zone di guerra o il compimento di azioni eclatanti nel Paese ospite. Molto spesso, pubblica proclami di odio e di minaccia su Facebook o altri siti della Rete, condividendo video cruenti di decapitazioni e violenze commesse dai miliziani del Califfato.



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