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Isis, ministro Pinotti sul terrorismo: “In futuro possibili raid italiani contro la Siria”

Il ministro della Difesa durante un’intervista ha parlato di possibili bombardamenti contro l’Isis da parte dell’Italia in quanto uno degli strumenti possibili, ma ci tiene a precisare: «Guai a farlo diventare lo strumento», «è una guerra diversa dalle precedenti»

Isis, ministro Pinotti sul terrorismo: "In futuro possibili raid italiani contro la Siria"

Roberta Pinotti, ministro della Difesa nel Governo Renzi, in carica dal 22 febbraio 2014, è stata ospite di Maria Latella su Sky TG24 dove ha risposto a molte domande tra cui il terrorismo islamico e come l’Italia e l’Unione Europea affrontano questo terribile cancro che continua a mietere terrore con continui attacchi terroristici. Secondo la Pinotti «i bombardamenti contro l’Isis sono uno degli strumenti possibili, ma guai a farlo diventare lo strumento», e in ogni caso oggi «questa discussione in Parlamento non c’è, «il tema» però «è che le esigenze nascono sul campo. In futuro nessuno può saperlo». Ci troviamo sicuramente di fronte ad una guerra ma «si tratta di un fenomeno diverso dai precedenti»: «Il terrorismo non è questione di parole. Siamo di fronte a un fenomeno diverso dai precedenti, c’è un terrorismo che si fa Stato, addestra, fa propaganda, arma i terroristi per creare terrore sia negli Stati islamici moderati sia nei Paesi: è una strategia ibrida, che dobbiamo studiare per individuare la risposta». L’Unione Europea? «Negli anni passati non abbiamo costruito l’Europa della difesa comune». «Se volessimo costruire forze armate europee, non abbiamo gli strumenti normativi per farlo: sono deboli le regole che sono state costruite».

La crisi economica a causa dell’Isis
Maria Latella durante l’intervista ha voluto toccare anche un tema molto importante come le ripercussioni che il terrorismo possa portare nell’economia europea e mondiale, una materia già toccata alcuni giorni fa dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: «Un avvenimento come quello di Parigi – spiega la Pinotti – è una doccia gelata per tutti, non c’è dubbio. Parigi è come se fosse una nostra città e il fatto che avvenimenti come questi possano fermare la fiducia è un elemento che esiste. E’ un rischio che potrebbe esserci, ma speriamo di no: se lo evitiamo, evitiamo quello che i terroristi vogliono».



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