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Lecce, nasce ‘Mabasta’ per dire no al bullismo: “Denunciate soprusi e violenze su Fb”

L’associazione è stata creata per contrastare abusi e prevaricazioni tra i giovani, per non lasciare sole le vittime, ma anche per aiutare i bulli a sconfiggere la loro aggressività. «Denunciate su Facebook, ribellatevi. Ribelliamoci tutti»

Lecce, nasce 'Mabasta' per dire no al bullismo: "Denunciate soprusi e violenze su Fb"

Troppi episodi di bullismo in Italia nell’ultimo periodo, e troppe le vittime che subiscono costantemente insulti e soprusi, spesso anche gesti perversi, in silenzio, senza riuscire a parlarne per la vergogna, o semplicemente perché sole tra l’indifferenza generale di chi li circonda. Molti di loro pensano al suicidio, alcuni sono così stanchi da tentarlo persino, e c’è anche chi ci riesce, lasciando un vuoto incolmabile ai familiari, che all’oscuro di tutto non potrebbero mai evitare la tragedia. Ma è ora di dire basta! I primi a scendere in campo per contrastare abusi e prevaricazioni tra i giovani, sono un gruppo di studenti dell’Istituto tecnico-economico Galilei-Costa di Lecce, guidati dal professore di informatica Daniele Manni, che hanno dato vita ad un’associazione chiamata proprio “Mabasta”, dall’acronimo di “Movimento Antibullismo Animato da Studenti Adolescenti”. Il campo di battaglia è virtuale e su Facebook tutti potranno segnalare episodi di bullismo, o pubblicare denunce con video e atti di protesta. L’idea, è nata dopo i fatti di Pordenone del gennaio scorso, quando una dodicenne vittima di bullismo ha tentato il suicidio gettandosi dalla finestra. «Ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare di concreto per tentare di fermare questo fenomeno. Abbiamo costituito un’associazione per dimostrare ai bulli e alle bulle che quelli che remano contro sono molto più numerosi di loro. Vogliamo realizzare anche un sito Internet che possa dare una mano sia alle vittime che ai bulli: secondo noi sono loro che ne hanno più bisogno», hanno spiegato gli ideatori del progetto.

«Non c’è bisogno di essere vittime per ribellarsi»
La rete di solidarietà, cui gli studenti di Lecce aspirano a raccogliere le adesioni dei coetanei di tutta Italia, consente alle vittime di bullismo di sentirsi meno sole e a non aver paura di denunciare gli abusi. Lo scopo è quello di contagiare la sensibilità su un fenomeno diventato ormai una vera e propria piaga sociale, e quindi combattere e sconfiggere l’aggressività sistematica di gruppo contro un individuo ritenuto più debole. I bulli, a loro volta fragili nonostante le apparenze, colpiscono infatti i più vulnerabili, disprezzandoli, offendendoli e minacciandoli per sentirsi invincibili. I bulli dovranno sì essere puniti, ma anche aiutati, e le vittime non lasciate da sole, perché come dicono gli ideatori di “Mabasta” «non c’è bisogno di essere vittime per ribellarsi».



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