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L’incredibile storia di Petra: uomo confessò di averla uccisa, ma lei ricompare dopo 31 anni

Petra era stata dichiarata morta dopo che un uomo confessò, incomprensibilmente, di averla uccisa. Ma dopo 31 anni è riapparsa raccontando la sua storia

L'incredibile storia di Petra: uomo confessò di averla uccisa, ma lei ricompare dopo 31 anni
Dusseldorf, Germania

Era scomparsa senza lasciare tracce nel 1984, all’età di 24 anni, e tutti la ritenevano ormai morta. Ma oggi una scoperta che ha dell’incredibile. Petra Pazsitka, che viveva a Braunschweig, una cittadina nel nord della Germania, dove stava preparando la tesi di laurea in linguaggio informatico, fu vista in pubblico per l’ultima volta il 26 luglio di 31 anni fa. Tutti ritenevano che fosse morta dopo che un uomo aveva confessato di averla assassinata, ma Petra è miracolosamente riapparsa pochi giorni fa. E non solo è viva e in buona salute, ma per tutti questi anni si è nascosta al mondo per sua spontanea volontà. Aveva affittato in segreto un altro appartamento ed aveva messo da parte 4 mila franchi (2 mila euro al valore odierno) per iniziare una nuova vita. Petra, oggi 55enne, ha dovuto confessare la sua vera identità dopo aver subito un furto nel suo appartamento di Dusseldorf. Sulla sua porta infatti il nome era falso, così è stata costretta a mostrare la sua vecchia carta d’identità facendosi riconoscere come la studentessa scomparsa nel 1989 e dichiarata morta. La stampa tedesca ha riportato i motivi che l’avrebbero spinta a scappare da casa e vivere una nuova vita con un nuova identità: voleva semplicemente interrompere i rapporti con i genitori e con le persone in generale a Braunschweig. Alla base della sua decisione non ci sarebbero stati dunque episodi di violenze o abusi sessuali, come hanno ipotizzato gli inquirenti. La donna ha raccontato di aver vissuto gli ultimi 11 anni a Dusseldorf, dopo aver girato varie altre città tedesche. E in tutto questo tempo non avrebbe posseduto un numero di codice fiscale, una tessera della previdenza sociale, una patente di guida, un passaporto o un conto in banca. E non avendo fatto mai ricorso a documenti falsi, per la polizia non è considerata responsabile di alcun reato.

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I fatti della scomparsa
Petra Pazsitka fu vista l’ultima volta alle 3 del pomeriggio del 26 luglio 1984 uscendo da uno studio dentistico. Dalla testimonianza di un amico sarebbe dovuta andare in autobus a casa dei genitori, a Wolfsburg, ma non arrivò mai a destinazione. Partirono le indagini e, ipotizzando l’omicidio, una vasta caccia all’uomo che portò a sospettare di un muratore 19enne, già responsabile di un altro omicidio, avvenuto un anno prima ai danni di una ragazzina di 14 anni, trovata senza vita in un bosco in prossimità della fermata dell’autobus sul quale Petra sarebbe dovuta salire per recarsi a Wolfsburg dai genitori. Gunter K. fu arrestato con l’accusa di omicidio nel 1985, e incomprensibilmente, due anni dopo confessò di aver assassinato anche la Pazsitka, dichiarata quindi ufficialmente morta. Ma la donna è invece viva e vegeta, e le autorità dovranno adesso annullare il suo decesso e registrarla ufficialmente come ‘viva’. Un portavoce della polizia di Braunschweig ha riportato che il fratello e la madre, dopo essere stati informati sui fatti, «erano in completo stato si shock e piangevano». «Per quanto riguarda il motivo della sua scomparsa, non ha dato alcuna spiegazione, ed ha espressamente detto che lei continua a non volere nessun contatto con la sua famiglia», ha aggiunto il detective.



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