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Lutto nel mondo del cinema: scomparso Ettore Scola, regista di “C’eravamo tanto amati”

Il regista, 84enne, è morto due sere fa nel reparto di cardiochirurgia al Policlinico “Umberto I” di Roma; ultimo dei Mohicani della vecchia guardia del nostro cinema, Scola ha attraversato sessant’anni di spettacolo italiano firmando pellicole importantissime

Lutto nel mondo del cinema: scomparso Ettore Scola, regista di "C'eravamo tanto amati"

Due sere fa, un lutto gravissimo ha colpito il cinema italiano: se n’è andato a 84 anni il regista Ettore Scola mentre era ricoverato, in coma, al reparto di cardiochirurgia del policlinico “Umberto I” di Roma. Vero e proprio “ultimo dei Mohicani” della vecchia guardia del nostro cinema più famoso, Scola era nato a Trevico (Av) nel 1931, ma si trasferì quasi subito con la famiglia a Roma, dove frequentò il Liceo Classico “Albertelli”. Studente di giurisprudenza, Scola iniziò la gavetta con le riviste disegnando alcune vignette per il “Marc’Aurelio” di Ruggero Maccari e poi proseguì in radio scrivendo le gag di Mario Pio per Alberto Sordi. La notizia della sua morte ha aperto ieri mattina tutti i notiziari italiani ed anche francesi (in Francia il cinema italiano è apprezzatissimo), come ad esempio il sito di “Le Monde” che ha messo il titolo “Ettore Scola, maestro del grottesco e dei rimpianti” in homepage. I suoi capolavori cinematografici sono molti, ma sono memorabili soprattutto “C’eravamo tanto amati”, “Una giornata particolare”, “Brutti, sporchi e cattivi”, “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?” o alcuni episodi del film “I nuovi mostri”.

Dalle sceneggiature all’impegno culturale
Sposato con Gigliola, che lo rese padre di Paola e Silvia, Scola considerava come suoi punti di riferimento fondamentali Vittorio De Sica (al quale è dedicato “C’eravamo tanti amati”), Ruggero Maccari, Mario Mattoli, Steno, Antonio Pietrangeli, ma anche Totò e l’amico Alberto Sordi. Non tutti sanno che i suoi primi passi nel mondo del cinema iniziarono negli anni Cinquanta con le sceneggiature; Scola ha infatti firmato i copioni di pellicole divenute nel tempo conosciutissime, come il cult “Un americano a Roma”, “Due notti con Cleopatra”, “Lo scapolo”, “Il conte Max”, “Il mattatore” ed anche film più maturi come “Il sorpasso”, “Il magnifico cornuto” e “Io la conoscevo bene”. Il suo esordio alla regia fu nel 1964 con “Se permettete, parliamo di donne”. Nonostante, com’era tipico della commedia italiana dell’epoca, mettesse in scena le virtù e soprattutto i vizi dell’italiano medio, Scola evitava la ferocia e il cinismo di Monicelli o Risi mostrandosi più malinconico e comprensivo verso i suoi personaggi, anche quelli dalla morale discutibile. E’ stato anche autore di film sperimentali, come l’incompreso “Il viaggio di Capitan Fracassa”, girato interamente a Cinecittà ed interpretato, tra gli altri, da Ornella Muti e Massimo Troisi, ottimo nel ruolo di Pulcinella. Quattro volte nominato all’Oscar, Scola ha vinto a Cannes, a Venezia e ben otto David di Donatello, tra cui quello alla carriera nel 2011. Era noto anche per i suoi impegni culturali, come la fondazione del Festival di Annecy e quello di Bari, della festa del Cinema di Roma e della Casa del Cinema, sempre nella Capitale.



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