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Mafia Capitale, Salvatore Buzzi: «Costretto a pagare ai politici per lavorare»

Durante l’interrogatorio dal carcere di Cagliari, per la maxi-inchiesta su Mafia Capitale, Buzzi fa i nomi del sindaco Ignazio Marino e del governatore Nicola Zingaretti

Mafia Capitale, Salvatore Buzzi: "Costretto a pagare ai politici per lavorare"

Nell’ambito della maxi-inchiesta su Mafia Capitale, durante l’interrogatorio dal carcere di Cagliari, Salvatore Buzzi ha fatto i nomi del sindaco Ignazio Marino e del governatore Nicola Zingaretti, senza fornire però elementi circoscritti ma solo per il “sentito dire”. Dodici ore di interrogatorio, dal 23 al 24 giugno in cui quello che l’accusa ritiene il “dominus” del sistema parla di «tangenti su metà del valore delle gare» cercando di dimostrare di essere «un imprenditore costretto a pagare pur di lavorare». Nei verbali dell’interrogatorio avvenuto nel carcere di Cagliari si legge che il braccio destro e sodale di Massimo Carminati, avrebbe affermato di aver fatto cose ignobili solo per fini nobili, ammettendo tutto quello per cui è inchiodato dalle varie intercettazioni, «ora sono pronto a fare chiarezza su tutte le forme di corruzione che conosco, che ho praticato e che ho subito». Secondo Buzzi l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno non era a conoscenza del giro delle tangenti, mentre invece ritiene che l’imprenditore Peppe Cionci che secondo il racconto sarebbe un uomo del governatore, «ha preso soldi, gravita intorno a Zingaretti, è il suo uomo, tiene le sue cose economiche. E’ l’uomo dei soldi». Non si è fatta attendere la replica del governatore Nicola Zingaretti il quale ha annunciato una pronta querela nei confronti di Salvatore Buzzi: «Non esiste e non può esistere nessuno, come pure sembrerebbe essere stato dichiarato, che chiede soldi per me. Fa affermazioni confuse riportate per sentito dire, con l’obiettivo di apparire come vittima di un sistema corrotto». «E’ la macchina del fango», ha aggiunto infine Zingaretti.



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