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Morta Anna Marchesini: addio alla mitica attrice del Trio e del teatro

L’attrice è morta nella sua Orvieto ed era ammalata da tempo di artrite reumatoide: componente del celebre Trio Solenghi-Marchesini-Lopez, era poi tornata a recitare in teatro, prima in coppia con Tullio Solenghi e dopo da solista. Con le caricature era tornata in auge negli anni Novanta

Morta Anna Marchesini: addio alla mitica attrice del Trio e del teatro

Tra le (troppe) celebrità che hanno abbandonato la nostra dimensione nel 2016 dobbiamo adesso annoverare l’attrice Anna Marchesini; l’artista, malata da tempo di artrite reumatoide, è morta nella sua Orvieto all’età di 63 anni. L’annuncio è stato dato dal fratello Gianni su Facebook: “Prima che lo sappiate da quel tritacarne dell’informazione, tengo a dirlo io: è appena morta mia sorella Anna Marchesini. Grazie a tutti, non sarò in grado di rispondervi”. Su Twitter è comparso subito il ricordo del Teatro della Pergola: “Anna #Marchesini, non ci sono parole se non il ricordo del coraggio di una donna e un’attrice. Grazie”. Diplomatasi all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” nel 1979, la Marchesini iniziò la carriera come doppiatrice, sia di film che di cartoni animati, e proprio in quell’ambiente incontrò Massimo Lopez. Formato, assieme a Lopez e a Tullio Solenghi, il celebre Trio, i tre iniziarono la carriera nel 1982 con il programma radiofonico “Helzapoppin”, in onda su RadioDue.

Il successo
Dato l’immenso successo, grazie ad una comicità non superficiale che pescava a piene mani da Ionesco e il teatro dell’assurdo, il Trio mandò una videocassetta ad Enzo Trapani per venire poi venire chiamato nel 1985 ad affiancare Pippo Baudo nella conduzione del varietà “Tasto Matto”. Il successo fu stratosferico e proprio in questo programma i tre elaborarono i loro sketch più famosi, in cui parodizzavano i telegiornali, gli spot pubblicitari ed anche i programmi Rai brevi (come l’Almanacco del giorno dopo), ma creando anche delle scenette originali ad hoc. E’ il trionfo: chiamati ad animare “Domenica in” 1985/1986, partecipano poi a “Fantastico 7”, sempre nel 1986, in cui diventeranno famosi in tutto il mondo per l’imitazione dell’ayatollah iraniano Khomeyni, che addirittura scatenò alcune minacce di morte contro Solenghi da parte degli integralisti islamici.

I Promessi sposi
L’apoteosi la raggiunsero nel 1990 con la parodia a puntate del classico manzoniano dei “Promessi sposi”, che prendeva in giro più l’omonimo sceneggiato trasmesso dalla Rai l’anno prima che il romanzo. Cinque puntate su Raiuno e uno share di oltre 17 milioni di telespettatori: con lo sceneggiato-parodia il Trio raggiunse anche la piena maturità artistica ed ebbe l’occasione di mostrare il suo innato talento ribaltando il senso o esplicitando il comico involontario ben presente anche nelle ben note lungaggini del capolavoro di Manzoni, con autentiche genialità come i bravi di Don Rodrigo che parlano come Stanlio e Ollio, la coroncina da sposa di Lucia che si illumina ogni volta che è eccitata, l’Illuminato che sembra il conte Dracula, la monaca di Monza che commenta le corse di Formula Uno, il cardinale Borromeo con il suo vocione tonante e il pirotecnico finale con tutti i personaggi che intonano “We are the world”. Dopo il 1994, anno di scioglimento del Trio, la Marchesini era tornata a recitare in teatro, prima in coppia con Solenghi e poi da solista; a fine anni Novanta era tornata alla ribalta in tv con i suoi personaggi di “Quelli che il calcio”, condotto da Fabio Fazio.



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