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Nesli, da cantante a scrittore per essere libero dai pregiudizi

Oggi esce “Andrà tutto bene”, il libro autobiografico di Nesli con cui si augura di scacciare via tutti i pregiudizi. Il capitolo più emozionante? Quello in cui parla della sua famiglia

Nesli, da cantante a scrittore per essere libero dai pregiudizi

Un grandissimo successo con il tour 2015 “Andrà tutto bene”, e da oggi, 8 settembre, Nesli si prepara a guadagnarsene un altro tornando in veste di scrittore con l’uscita del libro autobiografico “Andrà tutto bene”, edito da Mondatori. Lo ha scritto in maniera diretta e cruda, cercando di non vergognarsi troppo: “Il romanzo è ispirato alla mia vita, racconta tanto di me, quindi all’inizio un po’ mi vergognavo. Ma poi mi sono liberato”, ha raccontato il cantante. Messo da parte il rap e iniziato con la vita da cantautore pop, oggi Nesli (alla nascita Francesco Tarducci) ha superato i momenti più difficili della sua vita e scacciato via i pregiudizi. Grazie al libro potrà far conoscere meglio la sua storia e far capire delle cose che aveva spiegato male. “Sono figlio del pregiudizio, nel tempo ho capito che è stato una parte formativa della mia gavetta – ha spiegato l’ex rapper e fratello di Fabri Fibra – mi sono misurato tanto con il pregiudizio e l’ho dovuto comprendere, d’altronde io sono il primo ad averlo, e quindi ho dovuto spiegarlo, ad esempio con Sanremo. E con il libro farò capire delle cose che io magari avevo spiegato male”. Qual è il capitolo che lo emoziona di più? Naturalmente quello dove parla della sua famiglia. “È il più duro da scrivere, c’è la provincia, ci sono le prospettive”, ha precisato. Il libro si apre e si chiude con uno sparo a Senigallia in un pomeriggio d’estate del 1997: “Ho voluto raccontarlo come se fosse un film, è un fatto accaduto che non ho dovuto neanche inventare”.

Ma se in genere scrivere un libro è totalmente differente dallo scrivere una canzone, nel caso di Nesli si tratta di una traccia parallela: “Normalmente i due mondi non si incontrano, in una canzone devi avere il dono della sintesi, devi dire tanto in poco. In un libro devi scrivere tanto e devi avere delle idee”. Ma i due mondi, nel suo caso, si sono influenzati a vicenda, tanto che dopo l’autobiografia ha scritto tantissimi altri testi: “Ci sono delle pagine che possono diventare strofe, manca solo la musica…”.



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