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Novara: noto avvocato 69enne spara con un fucile alla moglie e poi si suicida

Terribile evento accaduto a Novara, l’avvocato 69enne Maurizio Calderini, famoso legale civilista del novarese, ha sparato alla moglie poi ha rivolto il fucile contro di sé, e si è tolto la vita. La scoperta dopo l’allarme di una parente

Novara: noto avvocato 69enne spara con un fucile alla moglie e poi si suicida

Tragico l’evento che si è svolto nella città di Novara. Si sono tolti la vita insieme l’avvocato Maurizio Calderini, di 69 anni, e sua moglie Laura Germignani, di 67 anni, nell’abitazione di Baluardo Quintino Sella, nel pieno centro della città piemontese. Sembra che i due, dalle prime indagini svolte dagli investigatori, hanno concordato il loro suicidio insieme, dopodiché, il legale ha preso il fucile che deteneva legalmente dentro la propria casa, e ha puntato prima la canna dell’arma contro la moglie, uccidendola, poi l’ha rivolta verso di sé e ha fatto fuoco alla tempia togliendosi la vita. L’allarme è stato dato da una parente dei due, che era solita chiamare la coppia ogni sera, ma durante la telefonata di venerdì, entrambi non rispondevano. La coppia ha continuato a non rispondere ancora anche durante la mattinata di ieri, così sono state avvertite le Forze dell’Ordine e il 118, ma era troppo tardi e per i due non c’è stato nient’altro da fare. La città, che conosceva la coppia, e soprattutto l’avvocato, si è svegliata sgomenta.

Trauma mai superato
Dalle prime indagini, gli investigatori ipotizzano che sia stato un omicidio-suicidio deciso insieme: sembra che uno dei motivi della tragica vicenda, sia basato anche sulla morte dell’unico figlio 30enne della coppia, morto di Leucemia nel 2013, un trauma che ha fortemente colpito sia l’avvocato che la moglie e che i due non hanno mai superato. Inoltre, dalle prime testimonianze degli amici più intimi, sembra che la coppia soffrisse di pessime condizioni di salute che rendevano difficoltosa anche la vita di tutti i giorni. È anche per questo che gli investigatori dubitano che nel terribile evento ci sia stato l’intervento di altre persone. E’ un grande shock per la città di Novara poiché l’avvocato era molto conosciuto in città, essendo uno dei famosi legali civilisti novaresi che faceva parte del collegio sindacale del Banco Popolare di Novara, di cui era anche Sindaco.



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