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Olbia, notte di terrore per 4 donne: pestate e violentate per liberare casa in affitto

Il commissariato di Olbia ha arrestato cinque persone, tutte olbiesi, ritenute colpevoli di essere ricorse alla violenza e al pestaggio per convincere quattro donne, tra cui una minorenne e due disabili, ad abbandonare una casa presa in affitto. Si è trattato di un blitz da “Arancia meccanica”

Olbia, notte di terrore per 4 donne: pestate e violentate per liberare casa in affitto

Hanno fatto irruzione in pieno stile “Arancia meccanica”: sono entrati ed hanno fatto ricorso al pestaggio e alla violenza più selvaggia per convincere quattro donne, tra cui due disabili e una minorenne, a lasciare una casa che avevano preso precedentemente in affitto. Per questi e altri reati, la polizia del commissariato di Olbia ha arrestato cinque persone, tutte olbiesi, accusate a vario titolo di concorso in violenza sessuale, tentato omicidio, sequestro di persona e violenza privata; a loro carico sono stati raccolti dagli agenti gravi indizi di colpevolezza relativi non solo all’episodio di irruzione, ma anche ad altri fatti di crescente aggressività di cui anzi l’irruzione è stata solo l’apoteosi finale nei confronti di quattro donne indifese, tra cui due disabili delle quali una costretta a respirare con una bombola d’ossigeno e assolutamente incapace di difendersi.

Olbia, notte di terrore per 4 donne: il commando
Il movente delle violenze risiederebbe nella volontà di indurre le vittime a lasciare libero un immobile ceduto in affitto da uno degli arrestati; tale volontà si è manifestata in episodi di una violenza via via sempre più aggressiva finchè, venti giorni fa, i cinque indagati hanno fatto irruzione nell’appartamento in piena notte, come un commando, armati e con i volti travisati. In quell’azione, i cinque si resero responsabili di reiterati episodi violenza con l’ausilio di bastoni e altre modalità di aggressione, comprese le molestie sessuali verso la minorenne e l’accanimento sulla disabile attaccata alla bombola d’ossigeno. Proprio la recidività e le condotte degli indagati hanno indotto la procura di Tempio Pausania a chiedere l’emissione di misure cautelari nei loro confronti e i cinque sono stati posti ai domiciliari.



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