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Processo Yara, gli investigatori: “Furgone di Bossetti 6 volte attorno alla palestra”

Ieri è ripreso il processo per l’omicidio di Yara Gambirasio a Bergamo; questa volta in aula sono stati sentiti gli investigatori della prima fase delle indagini: «Il furgone di Bossetti fu visto girare attorno alla palestra della tredicenne per sei volte la sera della scomparsa»

Processo Yara, gli investigatori: "Furgone di Bossetti 6 volte attorno alla palestra"

Sono riprese le udienze, ieri, per l’omicidio di Yara Gambirasio presso il tribunale di Bergamo e questa volta sono stati sentiti, come testimoni, gli inquirenti che seguirono le fasi iniziali delle indagini subito dopo il ritrovamento del cadavere della ragazzina in un campo a Chignolo d’Isola. Durante la loro deposizione, sono venuti fuori due particolari interessanti: il furgone di Massimo Bossetti, unico imputato per il delitto, fece per sei volte un giro attorno alla palestra frequentata da Yara la sera del 26 novembre 2010, quando la tredicenne di Brembate scomparve; Bossetti, il giorno del suo arresto, appena vide gli agenti in borghese venuti per sottoporlo a fermo cercò di fuggire. Sono dettagli della deposizione dell’ex comandante del Ros di Brescia, Michele Lorusso; durante le fasi preliminari delle indagini, gli investigatori si erano inizialmente concentrati sull’ambiente della palestra in cui Yara faceva ginnastica ritmica, in particolare sull’istruttrice Silvia Brena e su altre persone, ma senza trovare nulla di importante. L’istruttrice era stata anche al centro di alcune intercettazioni quando una parte del suo Dna era stato rinvenuto sul giubbino di Yara, ma gli accertamenti l’avevano scagionata. Secondo il racconto reso da Lorusso ai giudici, il furgone Daily Iveco di Bossetti fu ripreso dalle telecamere di sorveglianza vicino la palestra per ben sei volte, precisamente dalle 18 alle 19,51 del 26 novembre; Bossetti, invece, nei primi interrogatori aveva detto che in quegli orari era dal commercialista, ma non ci sono stati riscontri su questo, e inoltre non rispose per molto tempo a numerose chiamate fatte dal fratello al suo cellulare.

Bossetti tentò di fuggire
E’ emerso che si assentasse spesso dal cantiere di Palazzago adducendo sempre svariate scuse a causa dei suoi problemi di salute. Lorusso ha poi ricordato che Bossetti, nel giorno del fermo, aveva tentato di fuggire appena vide gli agenti in borghese che stavano venendo per arrestarlo, nonostante essi avessero sparso la voce che stavano cercando un individuo extracomunitario vestito di nero. In una successiva perquisizione in casa del carpentiere, due bolle di accompagnamento della contabilità del sottotetto erano state trovate sul comodino: una era del 26 novembre 2010 (quando Yara scomparve) e un’altra del 9 dicembre per un metro cubo di sabbia in una ditta di Chignolo.



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