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Rapina di Lodi: riapre l’Osteria. Il proprietario: “Ho saputo dopo che uno dei ladri era morto”

In seguito alla rapina, la tabaccheria-bar l’Osteria dei Amis, ha riaperto nuovamente. Mario Cattaneo ha raccontato: «Sono profondamente dispiaciuto per quello che è accaduto». Inoltre ha aggiunto: «Se dovessi vedere ora i malviventi non li riconoscerei». Il ladro colpito, ritrovato morto nei pressi del locale, è stato riconosciuto dal fratello di origini romene

Rapina di Lodi: riapre l’Osteria. Il proprietario: "Ho saputo dopo che uno dei ladri era morto"

Ha riaperto domenica 12 marzo l’Osteria dei Amis, la tabaccheria bar dove, durante la notte di giovedì 10, si è svolta una rapina finita male. Il locale, che ha sede a Gugnano, frazione di Casaletto Lodigiano (Lodi), è stato luogo della tragica rapina che ha visto l’uccisione di uno dei ladri. Il proprietario Mario Cattaneo, 67 anni e cacciatore, ha spiegato: «Sono profondamente dispiaciuto per quello che è accaduto, credevo che i malviventi fossero già in allontanamento». Aggiungendo come: «Non mi sento abbandonato dallo Stato, ma non è facile accettare quello che è successo. È ovvio che adesso il mio stato d’animo è pessimo, mi son trovato in una situazione talmente tragica che non mi era mai capitato prima. Devo lavorare per cercare di riuscire ad uscirne». Alla domanda di temuta ritorsione da amici o complici del romeno ucciso, Cattaneo ha risposto di no. «Io li ho visti andare via tutti con le loro gambe e ho saputo che uno era morto dopo, quando mi stavano portando via in ambulanza ma se dovessi vedere ora i malviventi non li riconoscerei», ha raccontato.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza
Il ladro colpito, di origine romena, è stato identificato dal fratello. Secondo le informazioni, intorno alle 3:40 di notte, il gruppo di ladri, sembra di origine straniera, ha fatto irruzione nell’Osteria dei Amis, locale di proprietà di Mario Cattaneo di 67 anni. Il proprietario, che abita al piano superiore rispetto del locale, ha sentito l’allarme innescato sentendo aprire la saracinesca del negozio. Una volta sceso al piano terra, ha scoperto i ladri. A quel punto, secondo quanto è stato riferito dalle indagini, il 67enne ha reagito caricando il fucile da caccia, calibro 12 detenuto regolarmente, mentre i malviventi lo stavano assalendo. Durante la colluttazione, l’uomo avrebbe fatto fuoco sparando a uno dei ladri. A tale reazione, i rapinatori hanno deciso di scappare, lasciando sia la refurtiva (un sacco pieno di pacchetti di sigarette) sia il loro complice ferito. L’uomo è stato ritrovato senza vita nei pressi del locale.

Il 67enne, anche cacciatore, è stato accompagnato all’ospedale “Maggiore” di Lodi in seguito alle lesioni su un braccio e su una gamba dovute alla caduta. Riporta ancora le ferite sul braccio, lungo tutto il bicipite. Le indagini, partite quasi nell’immediato, hanno portato gli inquirenti ad analizzare le telecamere di sicurezza della zona. Attualmente, gli investigatori, sarebbero in possesso di alcune immagini in cui viene inquadrata l’auto utilizzata dalla banda.

Dopo l’evento anche il sindaco della Cittadina, Giorgio Marazzina, ha spiegato in una nota: «In seguito ai tragici eventi che hanno sconvolto la nostra piccola comunità e ancor prima la famiglia di Mario e Luca» annuncia l’intenzione di «essere al fianco di Mario e Luca». In questo «drammatico momento», riferendosi all’uccisione del ladro, «diamo loro la nostra piena solidarietà e la vicinanza di tutta la nostra gente». Forti le reazioni anche dal mondo della Politica.

Matteo Salvini ha voluto commentare l’accaduto su Facebook: «Lodi, sorprende nella notte dei ladri nel suo ristorante, durante l’aggressione il 67enne spara un colpo di fucile e uccide un rapinatore. Che il parlamento approvi subito la proposta della Lega sulla legittima difesa, sempre e comunque. Un morto è sempre una brutta notizia, ma se invece di rubare fosse andato a lavorare, quel tizio oggi sarebbe vivo. Io sto con il ristoratore, io sto con chi si difende», ha scritto sul social il segretario della Lega Nord.



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