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Referendum costituzionale, rese note le stime Euromedia: “sì” al 45,9%

Il recente sondaggio condotto da Euromedia, ha sottolineato che al momento il 54,1% degli italiani voterebbe “no” per il referendum costituzionale d’ottobre, mentre il “sì” è fermo al 45,9%. Brunetta: «La forbice del no si amplia ulteriormente». Renzi alla Direzione Pd: «Chi ha paura faccia un altro mestiere»

Referendum costituzionale, rese note le stime Euromedia: solo il 45,9% voterà "sì"

Dopo le elezioni amministrative e l’analisi dell’esito delle elezioni comunali, l’interesse torna al referendum costituzionale in programma tra ottobre o novembre, il vero e proprio banco di prova per il governo. Tuttavia, l’ultimo sondaggio di “Euromedia Research”, l’istituto demoscopico, diretto da Alessandra Ghisleri, riportato, in data 1° luglio, ha raccolto le stime di molti cittadini italiani che hanno espresso la propria opinione riguardo il prossimo referendum programmato tra ottobre e novembre. Il sondaggio parla chiaro: il 54,1% dei votanti, opteranno per il “no”, mentre il 45,9% sarebbe propenso a sostenere l’approvazione della riforma costituzionale della Boschi, votando “sì”. I risultati della ricerca sono stati commentati da Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, che ha spiegato, come riportato da “Il Giornale”: «La forbice a favore del no si amplia ulteriormente. Ormai abbiamo sfondato la soglia del 54% e continueremo a crescere costantemente, mentre i sì sono in caduta libera. Diminuiscono gli indecisi e per di più, cosa da non sottovalutare, il Partito democratico è quello più saturo, con oltre l’83% dei suoi elettori che dichiarano di votare a favore della riforma. Cosa vuol dire? Che il margine di crescita per Renzi e i suoi è praticamente nullo», ha chiosato il parlamentare.

Renzi: «Non abbiamo paura»
Il deputato di Forza Italia ha continua spiegando: «Gli italiani hanno capito l’imbroglio Renzi, l’equivoco di un presidente del Consiglio mai eletto che ha come unica ragione sociale del suo agire, l’occupazione militare del potere. E contro questo rischio di deriva autoritaria stanno dicendo e diranno “no” alla sua riforma per mandarlo a casa e ripristinare la democrazia nel nostro Paese». L’inchiesta, oltre ad evidenziare come l’83% degli elettori del Pd metterà una crocetta sul “sì”, indice di come la maggioranza degli elettori di Renzi si sia schierata in favore del referendum, mostra anche come il 17% dei possibili votanti si divida tra il “no” e l’indecisione, un dato che porterebbe anche i partiti avversari a sviluppare buone possibilità d’incremento della base elettorale.

Le suddette percentuali, tuttavia, non sembrano aver turbato il Premier che, durante la “Direzione Pd” svoltasi domenica 4 luglio, ha riferito: «C’è qualcuno tra voi che pensa sinceramente che, dopo che la legislatura è nata e ha fatto ciò che ha fatto, in caso di “no” al referendum, il presidente del Consiglio, e io penso anche il Parlamento, non ne possa prendere atto?», ha spiegato il Premier. «Chi ha paura faccia un altro mestiere, chi ha paura di confrontarsi con i cittadini vada a fare altro. Quelli che immaginano di cibarsi di veline e sondaggi che girano in Transatlantico sappia che non abbiamo paura di metterci la faccia».



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