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Reggio Emilia, musulmana insultata e picchiata da tre coetanee perchè non porta il velo

A raccontare l’episodio la stessa vittima: costretta a scendere dal bus è stata insultata e presa a calci e pugni da tre marocchine coetanee: «Pensano che sia una p…..a perché esco con i ragazzi e secondo loro non sono una buona musulmana perché non metto il velo»

Reggio Emilia, musulmana insultata e picchiata da tre coetanee perchè non porta il velo

Aggredita da alcune coetanee perché considerata “impura”. È quello che è successo ad una giovanissima ragazza musulmana, figlia di un marocchino e un’italiana, residente a Castelnovo ne’ Monti, in provincia di Reggio Emilia. La storia è emersa dopo la testimonianza della stessa vittima, Aurora, che ha raccontato a “La Gabbia” il motivo dell’aggressione. La ragazza sarebbe stata accerchiata da tre coetanee marocchine, insultata e presa a calci e pugni solamente perché non indossava il velo. «Pensano che sia una p…..a perché esco con i ragazzi e secondo loro non sono una buona musulmana perché non metto il velo», ha detto Aurora. L’hanno punita per una scelta che neppure il padre le aveva mai contestato, additandola come una cattiva musulmana e, peggio ancora, come una ragazza facile solo perché si fa vedere in giro con alcuni ragazzi, suoi compagni di scuola. «La mia famiglia mi ha insegnato che posso scegliere se mettere il velo oppure no», ha aggiunto la ragazza nel corso dell’intervista a “La Gabbia”. E lei ha scelto di non indossarlo, come fanno tante altre coetanee, sentendosi ugualmente una buona musulmana. Una scelta che l’ha messa adesso in difficoltà, e che potrebbe continuare a metterla in difficoltà anche in futuro, senza escludere il fatto che la prossima volta potrebbe non riuscire a cavarsela come in questo episodio. Aurora è stata infatti ‘salvata’ da un passante, che dopo aver notato da lontano l’aggressione si è avvicinato per fermare le tre violente marocchine.

Presa a calci e borsettate
Aurora viaggiava su un autobus con le tre coetanee per far ritorno a casa, è stata convinta a scendere dal mezzo ad un’altra fermata, e presa a calci, pugni e borsettate. È stata insultata pesantemente, così come hanno insultato anche il padre. «Mentre mi picchiavano dicevano che mio padre è un cane perché ha sposato un’italiana», ha raccontato. L’aggressione è continuata fino all’arrivo del passante che ha poi chiamato un’ambulanza. La ragazza si trova ancora in ospedale con una prognosi di 15 giorni, febbre e varie contusioni. Ha deciso di passare alla scuola serale per lasciarsi questo orribile episodio alle spalle. Una delle tre ragazze che l’hanno aggredita ha confermato alla giornalista, con la telecamera nascosta, di aver picchiato Aurora per motivi religiosi.



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