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Renzi, discorso all’Italia: “Meglio il 2015 del 2014. A febbraio ddl per gli impiegati statali”

Matteo Renzi ha tenuto il discorso per la nazione spiegando che il 2015 è andato meglio del 2014 per via della crescita del Pil. Decreto di legge a febbraio sugli impiegati statali

Renzi, discorso all'Italia: "Meglio il 2015 del 2014. A febbraio ddl per gli impiegati statali"

«Il 2015 è andato meglio del 2014, meglio delle nostre previsioni, lo dice la realtà dei fatti: è stato un buon anno». E’ così che Matteo Renzi apre la conferenza di fine anno che si è svolta nella sala parlamentare per tirare le somme dell’anno appena trascorso, spiegando che la miglioria sta anche nella crescita del Prodotto interno lordo: «Un anno fa si diceva che l’Italia era in stagnazione perenne, ma se guardiamo i dati del 2015 vediamo che il Pil torna a crescere dello 0,7%». Continua a rincarare la dose di risultati positivi il premier, mentre i giornalisti gli chiedono ulteriori informazioni sul “Salva banche”, legge di stabilità, sondaggi tra la fiducia dei cittadini italiani, ma quello che ne esce sono solo risposte evasive. Inutile chiedere delle ormai prossime elezioni in Grecia. Inutile chiedergli del tonfo delle borse, dovuto ai sondaggi che assegnano la vittoria al leader di Syriza. Tuttavia, durante la conferenza stampa, oltre che prestare attenzione per la situazione della Norman Atlantic, il premier ha avuto modo di esprimersi su alcuni temi importanti su cui ha fornito precisazioni in più: la riforma del lavoro applicata agli statali, le unioni civili, le pensioni e l’allarme smog.

A marzo la legge per i dipendenti statali
Quando gli viene chiesto perché la parte relativa ai dipendenti pubblici non era contemplata nella Legge di Stabilità, il premier chiarisce di essere stato lui stesso a stralciare dal Jobs act la parte riguardante i dipendenti pubblici, perché, spiega, c’è bisogno di un decreto di legge solo per la loro “tutela”. Sottolinea, inoltre, che la questione sarà contenuta nel disegno di legge Madia in esame al Parlamento tra febbraio e marzo spiegando: «Come tutti penso che chi lavora nella Pa, essendo per il 99% delle persone assolutamente perbene, abbia diritto di vedere punito chi sbaglia ma il Jobs Act e il ddl Madia sono due cose diverse, per questo ho chiesto di togliere il riferimento al pubblico impiego dal Jobs Act. Ma se è giusto che un impiegato pubblico che sbaglia, partendo dai furti e arrivando all’assenteismo a volte vergognoso, paghi, la risposta è sì. Su questo sono pronto al confronto in Parlamento». Tuttavia evita di spiegare il motivo per cui sugli statali il governo ha deciso di agire per disegno di legge e non per decreto, che è la via più veloce usata per altri dossier urgenti.

Allarme smog: ora si punta alla responsabilità dei cittadini
Il premier non manca di rispondere alla domanda sullo smog e cosa intende fare in proposito, premettendo: «L’Italia ha ridotto le emissioni negli ultimi 25 anni di almeno un quarto rispetto al ’90. Questo non basta ma da qui a sostenere che vi sia un Governo che passeggia su 68.000 morti io credo ci sia un limite di decenza rispetto al quale non si dovrebbe andare avanti. La strumentalizzazione dei morti sembra ormai una disciplina piuttosto amata dalle opposizioni» spiegando un implicito riferimento ad uno degli articoli postati da Grillo sul suo blog. Renzi ha poi aggiunto: «Quanto alle scelte già adottate dal Governo sul tema, vi ricordo l’introduzione della norma sui reati ambientali che verrà applicata a 360° nei prossimi mesi. Ora però il tema centrale è la responsabilità dei cittadini. Sicuramente le centraline segnalano degli sforamenti che derivano da molteplici cause, il traffico è una concausa ma non la causa principale e il nostro obiettivo per i prossimi 20 mesi è quello di passare dalle oltre 2000 centraline a 20.000 colonnine elettriche e di realizzare il rinnovo dei parco mezzi dell’autobus».

Renzi: «Per il momento le pensioni non verranno toccate»
Tra le promesse del capo di Governo c’è anche una che riguarda le pensioni: «Una cosa è chiara: noi non tocchiamo le pensioni degli italiani e se ci sarà da fare degli interventi sarà fatto, dopo un lungo dibattito contraddistinto da una grande trasparenza e di questo sono grato al presidente dell’Inps, Tito Boeri. Abbiamo evitato di intervenire sulle pensioni quest’anno perché il rischio di combinare un pasticcio era elevato ma nel 2016 sicuramente ragioneremo su questo problema. Una cosa è certa: si ragionerà sulle pensioni d’oro e su quelle sopra ai 2.000 euro; io non considero una pensione di 2.000 euro una pensione d’oro» ha infine dichiarato il premier.

Unioni civili: nel 2016 in pari con le norme europee
C’è chi poi ha portato l’attenzione del capo del governo l’argomento intricato delle unioni civili, la cui riforma rischia di essere un terreno scivoloso vista la coincidenza dei tempi con le prossime elezioni amministrative. Il Presidente del Consiglio ha allora spiegato: «La riforma delle unioni civili non siamo riusciti ad approvarla nel 2015. E’ un tema che divide ma io dico che il 2016 sarà l’anno chiave per portare a casa questa riforma. Credo che questo tema vada depurato da tensioni in quanto anche dentro il Pd ci sono molte divisioni così come dentro FI. Intanto, in quanto segretario del Pd farò di tutto per poter appianare i diverbi nel dibattito che si svolgerà il 28 gennaio». La conferenza s’è conclusa proprio su questo argomento per via della tarda chiusura della conferenza, ma mentre Renzi continuava ad essere pro positivo sulla fine della situazione critica dell’Italia.



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