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Romania, il figlio muore di tumore al cervello: i genitori disperati si suicidano vicino a lui

Il loro calvario era iniziato 7 anni fa quando fu diagnosticato al figlioletto un tumore al cervello: Nicolas e Vanghel non hanno retto la sua morte e si sono suicidati. Il corpo della madre è stato ritrovato accanto a quello del piccolo, il padre si è impiccato in cucina

Romania, il figlio muore di tumore al cervello: i genitori disperati si suicidano vicino a lui

Aveva 9 anni, e da 7 gli era stato diagnosticato un tumore al cervello. I medici erano certi che per lui non ci sarebbe stata nessuna speranza di sopravvivenza. E i suoi genitori che lo hanno accudito fino all’ultimo istante di vita, hanno deciso che la loro di vita non avrebbe avuto alcun senso senza il figlioletto. Così hanno pensato di farla finita, suicidandosi. Una tragedia nella tragedia consumatasi a Costanza, in Romania, dove viveva l’unita e distrutta famigliola. A raccontare la drammatica storia Il Mirror, spiegando come la coppia romena lacerata dal dolore si è tolta la vita dopo la precoce morte del figlio. A dare l’allarme e richiedere l’intervento dei soccorsi alcuni vicini di casa che avrebbero trovato senza vita il padre del bimbo, Nicolas Arava, e la madre, Vanghel, nella loro casa di famiglia a Costanza. Dalla loro testimonianza è emerso che il corpo della disperata madre si trovava vicino a quello del figlio. Mentre il marito è stato trovato impiccato in cucina. Gli investigatori hanno così ricostruito la vicenda: la donna si sarebbe impiccata e il marito Nicolas avrebbe poi adagiato il suo corpo vicino a quello del bambino, coprendoli con una coperta. Si sarebbe poi impiccato a sua volta in cucina.

Le motivazioni del tragico gesto
Nell’abitazione è stata ritrovata una lettera lunga ben 13 pagine scritta dai coniugi romeni e rivolta ai familiari, nella quale hanno spiegato le motivazioni del tragico gesto e raccontato il loro lungo calvario iniziato sette anni fa, quando i medici hanno diagnosticato al bimbo un tumore al cervello dando la certezza ai suoi genitori che per lui non vi era alcuna via di scampo.



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