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Salvini: “Ospiterei un profugo, ma se ho un solo posto lo do al disoccupato senzatetto”

Il leader della Lega è d’accordo ad accogliere i profughi di guerra, e addirittura ne ospiterebbe uno. Ma la sua priorità è chiara: «Se ho solo un posto nel mio bilocale lo do comunque al disoccupato italiano senzatetto”

Salvini: "Ospiterei un profugo, ma se ho un solo posto lo do al disoccupato senzatetto"

Matteo Salvini ha spiazzato tutti giovedì mattina, ospite di Agorà Estate su Raitre. Il leader del Carroccio ha infatti dato inaspettatamente la disponibilità per ospitare un profugo a casa sua. «Accogliere chi scappa dalla guerra? Sì subito, anche a casa mia, ma verifichiamo quali sono i Paesi dove sono in atto conflitti», ha risposto alla conduttrice Serena Bortone. «Ospiterei un profugo nel mio appartamento, anche se ho un bilocale e non potrebbe sbizzarrirsi tanto», ha aggiunto il segretario della Lega. Una dichiarazione che ha sorpreso tutti dal momento che fino a pochi giorni fa accusava i leader europei di riempire i nostri Paesi di ‘milioni di delinquenti’, proponeva di occupare ogni “albergo, ostello, scuola o caserma destinati ai profughi”, e progettava di aiutarli direttamente in mare per poi rimandarli indietro. Ma Salvini non capisce tutto questo stupore: «Ho detto una frase normalissima. La vita è sacra, mica lascio crepare una persona sul pianerottolo». E oggi ribadisce a Vanity Fair che l’offerta è valida solo per i profughi di guerra: «Accoglierei un profugo che scappa dalla guerra subito. Ma verifichiamo quali sono i paesi in cui vi sono conflitti». «A differenza degli altri leader politici io non ho una villa, ma un bilocale a Milano», ha aggiunto poi il leader leghista. Che cerchi di ritrattare? Salvini assicura di no: «Cerco di risolvere il problema facendo le leggi che reputo più opportune. Come? Meno quote di immigrati all’Italia e velocizzazione delle procedure di esame delle domande di asilo: dopo un mese, chi viene riconosciuto come rifugiato viene accolto. Gli altri, rispediti a casa». Aiuto ai rifugiati dunque, ma la sua priorità resta però favorire gli italiani: «Se ho un solo posto nel mio bilocale lo do al disoccupato senzatetto. Se ho davanti due persone affamate, un italiano e uno straniero, do il mio panino all’italiano».



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