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Silvio Muccino, nuove accuse al fratello Gabriele: “Violento, picchiava l’ex moglie”

Nessuna speranza di riconciliazione tra Silvio e Gabriele Muccino. Stavolta a lanciare pesanti accuse è il fratello minore che ha additato Gabriele come un uomo violento: «Picchiava l’ex moglie, ma lo amavo talmente tanto che per difenderlo ho giurato il falso in tribunale. Non me lo sono mai perdonato»

Silvio Muccino, nuove accuse al fratello Gabriele: "Violento, picchiava l'ex moglie"

Lunghi silenzi, accuse, repliche sui social network e in tv, poi ancora silenzi e nuove accuse. Insomma la pace tra Silvio e Gabriele Muccino è ben lontana, anzi pare proprio che le speranze di una riconciliazione siano nulle. I due fratelli non si parlano ormai da oltre 8 anni, ma continuano a puntarsi il dito e a polemizzare su chi e perché ha rovinato un rapporto fraterno inizialmente così forte e solidale, tanto da arrivare persino in tribunale quando il fratello maggiore, dopo un percorso denso di successi con Silvio, più piccolo di 15 anni, lo aveva accusato di essere scomparso dalla famiglia e dalla sua vita incomprensibilmente, affermando che era stato plagiato da Carla Vangelista. La scrittrice, amica e collaboratrice di Silvio, querelò quindi per diffamazione Gabriele, fino a che pochi giorni fa il regista ha deciso di porgerle delle scuse, spiegando che «la responsabilità dell’allontanamento di Silvio da me e dalla mia famiglia è da cercare altrove». Ma per Muccino junior le scuse del fratello non sono bastate e ha mosso nuove accuse contro di lui a L’Arena di Massimo Giletti su RaiUno, additandolo addirittura come un uomo violento. «Mio fratello è violento. Ma l’ho amato talmente tanto che per difenderlo sono arrivato a giurare il falso in tribunale quando ha picchiato l’ex moglie Elena. Ma se Gabriele venisse a bussare alla mia porta, non gli aprirei: non sono un ipocrita», ha detto Silvio, attore e regista 34enne. «Un’estate eravamo tutti in campagna – ha raccontato – lui sferrò un pugno ad Elena che le perforò un timpano: per recuperare in parte l’udito lei dovette operarsi. Tra la verità e la difesa del clan, io decisi di scegliere la seconda opzione e negai in tribunale l’episodio, rendendo falsa testimonianza. Non me lo sono mai perdonato e nel 2013 ho chiesto perdono alla mia ex cognata».

«La verità rende liberi»
«Questi 8 anni non me li restituisce nessuno – ha spiegato il giovane regista – Gabriele mi ha screditato da un punto di vista umano. Lui ha screditato la mia integrità, ha fatto in modo che la mia integrità venisse minata alla base, rendendomi manipolabile, un pupazzo. E’ talmente comoda l’argomentazione del plagio, che lui in una lettera che mi ha scritto è arrivato a darsi del plagiato da solo. Conservo le lettere perché domani dirà che ciò che dico non è vero e devo difendermi». «In questi anni ho supplicato Gabriele di smetterla, ma lui continua anno dopo anno – ha concluso – io spero che questa intervista qui da te sia la fine, perché la verità rende liberi e questa è la verità. A Gabriele chiedo di andare avanti con la sua vita e di lasciarmi andare avanti con la mia».



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