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Svezia, l’attivista che si è opposta al corteo dell’ultradestra: “Io contro 300 neonazisti”

Da sola, contro un corteo di 300 neonazisti, a pugno alzato e incurante del pericolo, Tess Asplund è diventata un simbolo: «È stato per impulso. Li ho visti sfilare, mi sono detta che non è ammissibile che razzisti, estremisti predicatori di odio come loro sfilino in piazza. E li ho sfidati». Tess non ha ricevuto minacce, ma è certa che succederà presto

Svezia, l'attivista che si è opposta al corteo dell'ultradestra: "Io contro 300 neonazisti"

«Ho reagito all’improvviso, senza pensarci troppo: vedendoli in piazza, lo sdegno mi ha tolto tempo d’aver paura». A parlare è Tess Asplund, la donna svedese di origini africane diventata celebre nel mondo per aver fermato da sola, incurante del pericolo, un corteo di ben trecento neonazisti nella città svedese di Borlänge. Attivista antirazzista dall’età di 16 anni, vicepresidente e portavoce dell’organizzazione Fokus Afrofobi, e oggi simbolo per tutti coloro che lottano contro ogni tipo di razzismo, Tess parla di quei momenti in cui, istintivamente, ha sfidato il corteo del “Nordiska motståndsrörelsen”, partito di estrema destra svedese, frapponendosi ai 300 neonazisti presenti, mentre alzava il pugno chiuso del “Black Power”: «È stato per impulso. Li ho visti sfilare, mi sono detta che non è ammissibile che razzisti, estremisti predicatori di odio come loro sfilino in piazza. E mi sono messa in mezzo alla strada, decisa a tentare di fermare il loro corteo». «A volte si agisce senza pensarci su – ha aggiunto la donna – non m’immaginavo nemmeno che quelle foto pubblicate dai reporter avrebbero fatto il giro del mondo online. Mi ha sorpreso». Tess ricorda i loro occhi gelidi, carichi d’ira, ma assicura di non aver ricevuto da loro insulti o minacce: «Non hanno detto una sola parola, ma mi fissavano con i loro occhi gelidi, io ho ricambiato lo sguardo freddo. Solo uno di loro, dalla terza fila, è venuto avanti deciso a spingermi via, ma gli agenti sono stati più veloci e si sono posti in mezzo».

«Lottando contro il razzismo impari a convivere con la paura»
Tess Asplund assicura che al momento non ha ricevuto minacce di alcun genere, neppure su Facebook, ma si aspetta che arriveranno presto: «Non è ancora accaduto, ma so che mi attaccano sui loro siti. Io ho famiglia e voglio conservare la calma, ma lottando contro il razzismo impari a convivere con la paura. Anche in Svezia è diventato normale. Alcuni amici militanti vivono a indirizzi segreti, protetti da agenti speciali». Parlando degli estremisti di destra dice che nessuno di loro teme l’opinione pubblica, e che credono di avere una missione: «Non li fermeranno neanche proteste di massa, sono pericolosi. Temo che entrino in una coalizione di governo un giorno. Potrebbero diventare persino primo partito». E infine conclude: «Il volto peggiore delle società europee si mostra anche nel Nord. La gente ha perso la memoria, potrebbe svegliarsi davanti alla minaccia quando sarà troppo tardi. Per questo voglio sfidarli, anche in piazza».



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