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Turchia, duplice attacco kamikaze durante corteo pacifista: oltre 90 morti e 400 feriti

Le bombe sono esplose a distanza di pochi minuti alla stazione ferroviaria di Ankara, dove stava per partire il corteo pacifista del “Lavoro, Pace, e Democrazia”. Secondo il ministero dell’Interno turco ad agire sarebbero stati due kamikaze

Turchia, duplice attacco kamikaze durante corteo pacifista: oltre 90 morti e 400 feriti

Due bombe sono esplose, a distanza di pochi minuti, sotto al ponte che conduce alla stazione ferroviaria di Ankara. È successo verso mezzogiorno di ieri 10 ottobre, poco prima che partisse il corteo del “Lavoro, Pace, e Democrazia”, una manifestazione per la pace nel conflitto con il Pkk curdo, organizzata da diverse sigle. A riferirlo il ministero dell’Interno turco, secondo cui le due esplosioni sarebbero state ideate e portate a compimento da attentatori suicidi. Il bilancio è di 97 vittime e 400 feriti. Inoltre sarebbe stata danneggiata anche la stazione. Sul posto immediato l’intervento dei soccorsi con decine di ambulanze e delle forze dell’ordine. Intanto la manifestazione pacifista, che sarebbe dovuta partire a mezzogiorno dalla stazione di Ankara e organizzata con l’obiettivo di chiedere la fine del rinnovato conflitto tra le autorità della capitale turca e i miliziani curdi del Pkk nel sudest della Turchia, è stata annullata, e non rimandata, poiché si temono altre esplosioni. Il premier turco Ahmet Davutoglu ha convocato, nella sua residenza ufficiale, una riunione di emergenza sulla sicurezza, cui hanno partecipato il vice permier Yalcin Akdogan, il ministro della Sanità Mehmet Muezzionglu, il ministro degli Interni Selami Altinok, il capo della polizia, quello dell’intelligence e il sindaco di Ankara.

Turchia, duplice attacco kamikaze durante corteo pacifista: oltre 90 morti e 400 feriti

«Atroce e barbaro attacco»
«Stiamo assistendo a un enorme massacro. Un atroce e barbaro attacco è stato compiuto. E’ una continuazione di quelli di Diyarbakir e Suruc», ha detto il leader del partito filo-curdo Hdp, Selahattin Demirtas, facendo riferimento all’attentato a un suo comizio a Diyarbakir alla vigilia del voto di giugno, in cui morirono due persone, e a quello del 20 luglio a Suruc, con 33 attivisti morti.



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