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A Rimini la tassa di soggiorno per affitti brevi sarà gestita direttamente da Airbnb

Rimini e Airbnb hanno sottoscritto un importante accordo per rendere più semplice e trasparente la riscossione della tassa di soggiorno per turisti e inquilini per breve periodo. Vediamo le ultime novità

A Rimini la tassa di soggiorno per affitti brevi sarà gestita direttamente da Airbnb

È ufficiale, la capitale italiana del divertimento turistico e il famoso (e a tratti molto discusso) portale online Airbnb, il sito che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi con persone che dispongono di spazio o camere extra da affittare, hanno siglato un accordo secondo il quale sarà proprio l’azienda fondata nel 2008 a San Francisco a riscuotere la tassa di soggiorno prevista e a versarla al comune di Rimini. L’intesa rappresenta una svolta nella semplificazione del pagamento e della riscossione dell’imposta di soggiorno, contribuendo al contempo ad azzerare completamente il rischio di evasione dell’imposta. In questo modo, inoltre, i proprietari non avranno più l’onere di dover riscuotere e versare al comune tale tassa, vendendo quindi snelliti i propri compiti amministrativi, e gli inquilini non rischieranno più di trovarsi brutte sorprese una volta arrivati nella città romagnola: il sovrapprezzo, infatti, sarà automaticamente calcolato e adeguatamente specificato dal sito di Airbnb, oltre che pagato direttamente al momento del saldo, che sul portale avviene obbligatoriamente online.

Quella di Airbnb è una modalità sicuramente innovativa e, per certi tratti, molto comoda, ma non è di certo l’unica: i metodi più tradizionali per affittare casa a Rimini (come le agenzie immobiliari, i portali on-line o le agenzie di viaggio), sia che si parli di periodi brevi, che di locazioni a lungo termine, sono ancora decisamente efficaci e, in certi casi, anche più sicuri.

Tassa di soggiorno
A scanso di equivoci diamo la definizione di “locazione per breve periodo”, che ultimamente è stata anch’essa spesso sotto la luce dei riflettori: con questa dicitura, per legge, si intendono periodi di affitto inferiori ai 30 giorni, nella stragrande maggioranza dei casi, quindi, si intendono le locazioni per fini turistici o di villeggiatura.

L’imposta di soggiorno, per gli alberghi e per le strutture ricettive in genere, è graduata in basa alla tipologia della struttura e alla “qualità” del servizio offerto, garantito dalla classificazione, nota a tutti, tramite stelle, soli o girasoli: la tariffa applicata è comunque compresa in un range che va dai 10 centesimi ai 3 euro a persona a notte, fino ad un massimo di 7 notti di soggiorno.

Per quanto riguarda gli immobili oggetto di locazioni brevi (ai sensi dell’art. 4, comma 5 ter, del D.L. 50/17) il cui canone o corrispettivo è incassato da gestori di piattaforme telematiche o da soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, come Airbnb, l’imposta di soggiorno è del 3% del canone d’affitto, fino ad un massimo di 5 euro per notte, fino ad un massimo di 7 notti di pernottamento.

L’intesa tra comune e azienda
L’accordo siglato tra Rimini e Aribnb è stato annunciato dall’Assessore Gian Luca Brasini e da Alessandro Tommasi, Public Policy Manager di Airbnb e avrà inizio già dal 1° aprile 2018: dopo tale data sarà infatti l’azienda statunitense ad occuparsi dell’imposta. Rimini diventa così la prima capitale del turismo balneare a perfezionare un simile accordo, una delle sole 5 città insieme a Palermo, Genova, Bologna e Firenze ad aver attivato intese simili con il portale e una delle oltre 340 amministrazioni nel mondo in cui Airbnb gestisce in maniera semplificata il versamento delle imposte

L’assessore Brasini del comune di Rimini ha così commentato la novità: “Qualche settimana fa il consiglio comunale ha introdotto alcune modifiche al regolamento per l’imposta di soggiorno proprio negli aspetti che interessano le locazioni brevi, nell’ottica di andare a definire regole comuni e certe per le strutture turistiche di tipo tradizionale e per le nuove forme di ospitalità, con l’obiettivo di garantire equità. Questo importante accordo con Airbnb prosegue nella direzione di perfezionare il presidio di questo specifico segmento di mercato che ruota intorno alle locazioni delle seconde case e che è sempre più rilevante anche nel nostro territorio, tenendo conto delle sue particolari peculiarità. Con questa convenzione si rafforza l’azione di “tax compliance” nei confronti degli host (i proprietari che si affidano al portale, ndr), semplificando gli adempimenti tributari”.

Per il Public Policy Manager di Airbnb Italia, l’accordo: “È il risultato di un percorso di confronto e di dialogo con l’amministrazione locale. È parte del nostro impegno nei confronti della riviera, un territorio a grande tradizione ricettiva, e al cui sviluppo turistico ed economico vogliamo contribuire con soluzioni digitali che la rendano fruibile in maniera semplice da tutto il mondo”.


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