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Bari, 28enne ucciso e gettato in un pozzo: fermato l’ex marito della convivente

Il cadavere di Stefano Milillo, 28 anni, è stato rinvenuto in un pozzo nei pressi del cimitero di Binetto (Bari); per l’omicidio e l’occultamento del corpo è stato fermato Crescenzio Burdi, ex marito della convivente dell’uomo. Portato in caserma, non avrebbe ancora ammesso il delitto

Bari, 28enne ucciso e gettato in un pozzo: fermato l'ex marito della convivente

A seguito di una telefonata anonima al 112, i carabinieri di Grumo (Bari) hanno rinvenuto la mattina del 14 giugno il cadavere di Stefano Milillo, 28enne di Toritto, all’interno di un pozzo in un centro sportivo in costruzione nei pressi del cimitero di Binetto. Particolare curioso, la voce anonima non solo ha fornito ai militari il nome e il cognome della vittima, ma ha persino spiegato che era stato ucciso la sera prima; per recuperare il corpo del giovane è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco e del Saf, il reparto specializzato in questo genere di recuperi. Per i carabinieri non è stato difficile risalire all’identità del presunto assassino: si tratta del quarantenne Crescenzio Burdi di Binetto, ex marito della convivente ventenne della vittima, dalla quale ha avuto una bambina. I due sono separati da qualche mese e, secondo alcune testimonianze raccolte, Burdi non avrebbe mai accettato la nuova relazione dell’ex moglie con Milillo.

La ricostruzione
Ad inchiodare Burdi sarebbe stato proprio un testimone chiave; e sempre secondo altri testimoni, lui e Milillo erano già venuti alle mani in passato per la questione della convivenza di quest’ultimo con l’ex moglie di Burdi. Lunedì sera, secondo le ricostruzioni, i due si erano dati appuntamento vicino al campo sportivo per un chiarimento, ma avrebbero iniziato a litigare dopo pochissimo tempo, alzando i toni e degenerando in una scazzottata finchè Burdi non avrebbe prima cercato di strangolare Milillo per poi ucciderlo colpendolo con un oggetto contundente, forse una grossa pietra, e buttandolo infine nel pozzo. Portato in caserma, è stato interrogato a lungo, ma non avrebbe ancora confessato il delitto; gli inquirenti potrebbero comunque disporre il fermo date tutte le prove concrete a suo carico.


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