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Bologna: l’offerta è scarsa, la domanda cresce, e i prezzi degli affitti schizzano alle stelle

Complice la riqualificazione degli immobili già esistenti e la tendenza dei proprietari a preferire affitti brevi ai turisti, il costo delle locazioni nel centro urbano di Bologna è aumentato dell’8,5% rispetto al 2016

Bologna: l'offerta è scarsa, la domanda cresce, e i prezzi degli affitti schizzano alle stelle

Una delle questioni più scottanti che stanno tenendo banco a Bologna, è il problema del mercato delle locazioni: il prezzo medio degli immobili disponibili in affitto è, infatti, in costante aumento, mentre l’offerta non riesce a sostenere l’alta mole di richieste. Questa situazione scaturisce fondamentalmente da due fattori che presi in valore assoluto sono positivi per il capoluogo emiliano: in primis abbiamo l’interesse dei bolognesi verso la riqualificazione degli edifici esistenti, foraggiato dai numerosi Bonus fiscali per gli interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico, che hanno come risultato quello di innalzare il valore delle abitazioni; secondo fattore è il sempre maggior numero di persone che cercano un immobile in affitto, in particolare è significativo il caso degli studenti universitari: sono circa 84.000 gli iscritti nelle varie facoltà bolognesi e in larga parte sono fuori sede che arrivano anche da regioni lontane, facendo di Bologna la quarta città più frequentata da studenti in Italia.

La compresenza di questi due trend portano ad una naturale conseguenza, innescando il normale andamento di ogni mercato: cresce la domanda, l’offerta si fa più scarsa e se contemporaneamente aumenta anche il valore base del bene in questione (in questo caso gli immobili in affitto), la conclusione può essere una sola: gli affitti schizzano alle stelle.

Andamento del mercato delle locazioni a Bologna
Chi sta cercando un immobile in affitto a Bologna se ne dovrà fare una ragione, il trend dei primi sei mesi del 2017, infatti, conferma in toto le “impressioni” di questi ultimi mesi: se, in media, i canoni d’affitto nelle città in cima alle preferenze degli studenti universitari fuori sede sono cresciuti del 4%, a Bologna il rincaro dei prezzi è stato, rispetto al 2016, dell’8,5% circa.

Ad oggi, infatti, per un monolocale situato nel centro urbano bolognese, il costo medio si aggira intorno ai 550 € mensili. Se si opta, invece, per una soluzione in condivisione con altri inquilini, il prezzo degli appartamenti dipende dal numero di locali: un bilocale si può affittare a circa 700 € totali al mese, un trilocale può arrivare a costare anche 850 €/mese, mentre per un quadrilocale, che in genere può ospitare fino a 4/5 persone, il prezzo sale anche oltre i 1.200 €/mese. In media, quindi, chi ha scelto di affittare una camera a Bologna, dovrà pagare 355 €/mese per una singola e 260 €/mese per un posto in doppia.

La zona più cara, come avviene nella stragrande maggioranza delle città italiane, è il centro storico, seguito a ruota, e non è una sorpresa seguendo il filo logico di questa analisi, dalle zone limitrofe alle principali sedi delle facoltà presenti in città. Viceversa, Bolognina e Piazza dell’Unità, sono i quartieri più economici, con canoni d’affitto che vanno dai 425 €/mese per un monolocale ai 600 €/mese per un trilocale.

Effetto affitti brevi
Un’altra, nuova, tendenza che sta influenzando il mercato delle locazioni di Bologna (e della maggior parte delle città italiane di interesse turistico) è la preferenza dei proprietari per gli affitti brevi o brevissimi, quindi minori o molto minori di 30 giorni. La modalità Bed and Breakfast, che ha trovato grande espansione in seguito all’esplosione del modello AirBnB, sembrerebbe infatti garantire ai proprietari di casa maggiori introiti e meno problemi legati alle locazioni di lunga durata.

Bologna è da sempre una città dagli affitti mediamente cari, in particolare per gli studenti universitari, ma negli ultimi tempi il problema è decisamente peggiorato. Per questo il comune emiliano sta testando diverse soluzioni nel tentativo di invogliare i proprietari a tornare agli affitti ordinari: chi stipula un contratto di locazione standard a studenti o lavoratori fuori sede, potrà usufruire dell’aliquota agevolata sull’IMU allo 0,76%, una bella differenza rispetto all’1,06% che è di norma applicato sulle seconde case bolognesi. Questa manovra ha il duplice obiettivo di riportare alcuni proprietari “sulla retta via” degli affitti standard e di combattere al contempo la pratica degli affitti in nero, che, per quanto riguarda le locazioni agli studenti, appare in calo.



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