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Bologna: organizzavano festini privati con escort e cocaina, due arresti e 14 indagati

Era un’organizzazione attiva nella Bologna bene; gli arrestati sono un caporalmaggiore dell’Esercito e un suo cugino imprenditore. Altri arresti erano già stati effettuati l’anno scorso. Vi sarebbero inoltre 14 indagati

Bologna: organizzavano festini privati con escort e cocaina, due arresti e 14 indagati

I carabinieri del nucleo investigativo di Bologna hanno sgominato un’organizzazione dedita allo spaccio e ai festini privati a base di escort e cocaina; a capo del giro c’erano quattro militari dell’Esercito, due infermieri, un avvocato e alcuni imprenditori, mentre i luoghi di spaccio erano alcuni locali notturni esclusivi della Bologna bene. Le indagini erano partite nel marzo 2015 ed avevano portato già all’arresto, sempre l’anno scorso, di due imprenditori bolognesi trovati in possesso di cocaina; due giorni fa, invece, le manette sono scattate ai polsi di altre due persone. Si tratta di Valerio Varacalli, 42 anni, caporalmaggiore dell’Esercito in servizio a Bologna, e di suo cugino Massimo Bianco, 45 anni, imprenditore: il primo è ritenuto colui che acquistava la droga per smerciarla successivamente, mentre il secondo lo avrebbe coadiuvato nella vendita. Nel corso di una perquisizione a casa di Varacalli, i carabinieri hanno rinvenuto 20 grammi di cocaina, sostanza da taglio e materiale per il confezionamento.

Un giro di sballo ben organizzato
Tramite appostamenti e intercettazioni, i militari hanno scoperto che il giro di spaccio riguardava esclusivamente la piazza di Bologna; nell’inchiesta risultano indagate altre 14 persone, tutte in contatto con gli arrestati, nelle cui abitazioni sono state svolte altre perquisizioni. Tra loro ci sono altri tre militari dell’esercito, un avvocato del Foro bolognese, due infermieri e tre piccoli imprenditori. Varacalli, appena arrestato dai carabinieri, è stato subito sospeso dal suo servizio. Lo ha reso noto l’Esercito con un comunicato stampa, specificando inoltre che «al momento è altresì al vaglio la posizione degli altri tre militari indagati». L’Esercito ha aggiunto che tali comportamenti «ledono l’agire di tutti quei soldati che ogni giorno prestano servizio con un elevato senso dello Stato e spirito di sacrificio, compiendo il proprio dovere anche a rischio della vita».


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