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Cairo Montenotte, intossicati in 150 alla scuola penitenziaria: possibile gastroenterite

Intossicati in 150 alla scuola penitenziaria di Cairo. Durante la serata di martedì tantissimi accusavano nausea, vomiti e tremore. Ricoverati in 10, gli altri sono sotto cura presso la struttura. Portavoce della scuola: «L’ipotesi più probabile pare sia quello di un focolaio di gastrointerite epidemica virale»

Cairo, intossicati in 150 alla scuola penitenziaria: possibile gastroenterite

Dapprima nausea, vomito e tremore. Dopo sono sopraggiunti formicolii agli arti e la chiamata al 118. È così che, durante la serata di martedì, 150 allievi della scuola penitenziaria di Cairo Montenotte, in provincia di Savona (Liguria), hanno cominciato a sentirsi male probabilmente in seguito ad una forte gastroenterite. La metà degli allievi, sono in totale 274, ha cominciato ad avvertire i primi sintomi durante il pomeriggio. Con il passare del tempo, i casi sono aumentati fino a diventare in 100 ad avvertire malesseri diffusi. La Asl, secondo gli ultimi aggiornamenti, ha ufficializzato i pazienti a 150 persone. In dieci sono stati trasportati all’ospedale divisi tra il nosocomio di Cairo o al San Paolo. Solo un paziente è stato ricoverato, ma in seguito ad una caduta. Il resto degli ammalati è ancora nella scuola penitenziaria sotto cura dei medici della struttura. Tuttavia, dopo l’episodio, sono stati avvertiti anche alcuni medici inviati dal 118 e, al lavoro, ci sono anche alcuni assistenti sanitari del servizio d’igiene dell’Asl. I portavoce della scuola penitenziaria hanno spiegato: «E’ stato allestito una sorta di “ospedale” interno alla Scuola, con 4 medici del 118, il nostro direttore sanitario, dottor Ferraro, il personale della Croce Bianca di Cairo».

Sindaco: «Non tollereremo ulteriori allarmismi»
La scuola ha aggiunto: «L’ipotesi più probabile pare sia quello di un focolaio di gastrointerite epidemica virale. Gli allievi che giungono da tutta Italia, sono arrivati domenica, dopo un lungo viaggio e con una grossa escursione termica. Poi ovviamente qui ci sono molte attività in comune, stanno insieme tutto il giorno e quindi è probabile che un focolaio, preso a Cairo o portato dietro, si sia sviluppato all’interno della struttura. Stiamo fornendo tutte le notizie ai famigliari che stanno prendendo d’assalto i nostri centralini, ma lanciamo un appello per tranquillizzarli e non fare dell’allarmismo. Dall’Asl abbiamo avuto indicazioni di tenere la mensa aperta, altro elemento che potrebbe confermare che non si tratta di intossicazione alimentare o legata all’acqua». Sebbene il tutto faccia pensare ad una semplice influenza gastro intestinale, le cause rimangono ora tutte da chiarire.

Anche dal primo cittadino di Cairo, Paolo Lambertini, arrivano le prime dichiarazioni: «Non tollereremo ulteriori allarmismi in rete, con ipotesi infondate», in riferimento ai molteplici utenti sul web che hanno gridato all’avvelenamento. «Ad ora, non c’è la conferma, anzi, pare probabile l’esclusione, di alcuna correlazione tra i fenomeni dell’acqua sporca in alcune zone di Cairo, che tra l’altro si sta risolvendo, e quanto è successo alla scuola di polizia penitenziaria», ha continuato il sindaco.

«In questa fase operativa e delicata di verifica, in attesa dei risultati ufficiali dell’Asl e Arpal, non tollereremo notizie false e non confermate fatte circolare, e valuteremo se denunciare gli autori per procurato allarme. Non si tratta di essere bacchettoni o imprudenti, anzi, è proprio perché su certe situazioni, e visto lo sforzo enorme profuso da tutti, Asl, 118, Croce Bianca, Amministrazione comunale, Regione, Arpal, serve la massima serietà e consapevolezza».

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