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Cometa Catalina: tutti con lo sguardo verso il cielo per ammirare la sua particolarità

Il 17 gennaio arriva Catalina, la cometa a due code scoperta dal Catalina Sky Survey project da cui trae il nome. Sorella ma non gemella della stella Hale Bopp. Sarà possibile osservarla nelle prime ore che precedono l’alba, munendosi di un semplice binocolo. Dissolvendosi nell’oscurità, ci lascerà con il dubbio se tra milioni di anni tornerà a farci visita o questa sarà l’unica e sola possibilità per ammirare la sua bellezza

Cometa Catalina: tutti con lo sguardo verso il cielo per ammirare la sua particolarità

Dopo l’asteroide SD220 che ha sfiorato la terra e una pioggia di asteroidi che ha invaso il nostro cielo nei primi mesi dell’anno, Il 17 gennaio 2016 si preannuncia l’arrivo di Catalina. Chiamata così perché scoperta dagli scienziati del Catalina Sky Survey project. Quest’ultimo, non è altro che un progetto che si occupa della ricerca di asteroidi e comete la cui orbita può oltrepassare quella della terra. Eccola arrivare nel nostro cielo nel giorno di capodanno, nella regione di Arturo o meglio conosciuta come “stella rossa”, la più luminosa della costellazione del Boote, una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo. Catalina a differenza delle altre comete, si distingue per la presenza di due code. Nonostante si differenzi dalla sorella Hale Bopp, scoperta in Arizona da Alan Hale astronomo e Thomas Bopp astrofilo, che presentava tre code, il suo arrivo suscita comunque scalpore e viene attesa con ansia. In astronomia, le code non sono altro che fasci di luce formati da gas ionizzati, hanno una forma affusolata e si presentano di colore bianco bluastro, o costituite da particelle di gas più o meno grandi che di solito presentano un colore giallastro.

Vi sono tre tipi di code, la coda di polveri, la coda di ioni, la coda di sodio. Secondo gli studiosi, ma senza alcuna certezza, questa sarà l’ultima volta che avremo la possibilità di osservare la cometa a due code. Lei arriverà a mostrarsi in tutto il suo splendore per poi perdersi nell’oscurità e rimanere lontana da noi per altri milioni di anni, se non addirittura per sempre. La scia luminosa sarà visibile di notte, un paio di ore prima dell’alba. Munirsi dunque di binocolo e godersi lo spettacolo. «Le comete sono un niente visibile» diceva un celebre astronomo, ma il niente affascina comunque.


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