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Delitto Sara Di Pietrantonio: l’assassino Vincenzo Paduano già violento altre volte

Continua a cambiare versione Vincenzo Paduano l’assassino di Sara Di Pietrantonio, nonché suo ex ragazzo. Lui che nella notte del 28 maggio scorso l’ha uccisa dandole fuoco, aveva manifestato gesti violenti e minacce, nei confronti della giovane vittima, già la settimana prima del delitto

Delitto Sara Di Pietrantonio: l'assassino Vincenzo Paduano già violento altre volte

Già una settimana prima del delitto i primi campanelli d’allarme. Sara di Pietrantonio, la giovane di 22 anni, uccisa nella notte del 28 maggio scorso, aveva già toccato con mano la violenza, seppur minima del suo ex ragazzo. Lui Vincenzo Paduano, la settimana prima di ucciderla dandole fuoco, l’aveva aggredita e strattonata. A fermarlo il nuovo ragazzo di Sara, Alessandro, che è riuscito a calmarlo e farlo ragionare. Un’amica della giovane, ha confermato come Vincenzo, dopo aver assistito a un bacio fra la ragazza e il nuovo fidanzato, le avesse assicurato che in qualche modo gliela avrebbe fatta pagare. Sara aveva cambiato la password del suo profilo Facebook. Si guardava intorno quando usciva di casa. Era perseguitata dall’ex in tutti i sensi ma, nonostante tutto, non voleva denunciarlo. Per lei era solo un ragazzo che stava soffrendo per la fine della loro storia, ma non le avrebbe mai fatto del male. E invece la sua giovane vita si è spenta proprio per mano di quel ragazzo che lei reputava solo confuso dal dolore.

Non era un gesto premeditato. L’assassino faceva uso di droga
Si giustifica Vincenzo Paduano. Non era un gesto premeditato dichiara. «Non si è trattato di un gesto premeditato, ho dato una versione nei giorni scorsi, probabilmente ne darò altre. Mi sono state proposte ipotesi su come potrebbe essere andata la vicenda, io ne ho in mente varie non so quale sia quella vera. Faccio uso di cannabis. Il quantitativo ritrovato di droga ce l’ho da natale e solo per uso personale, non mi è chiaro quanto accaduto. Sono certo che non era un gesto premeditato perché mai avrei voluto farle del male. La bottiglietta di alcol serviva per fare male a cose non a persone, all’auto di Alessandro per esempio. Ce l’avevo da qualche giorno. Altre volte sono stato sotto casa di Alessandro ma ho desistito», dichiara. «Parlando con amici e colleghi qualcuno mi ha detto ‘io darei fuoco alla macchina del nuovo fidanzato’. L’idea mi aveva colpito tanto da procurarmi l’occorrente. Non ce l’avevo con Alessandro, era più poter fare il gesto che farlo veramente. Ho visto Alessandro in poche occasioni, era amico di vecchia data di Sara e so che era una bravissima persona. Non ce l’avevo con lui ero perfettamente a conoscenza del fatto che frequentasse Sara. Io non ero infastidito, lo giuro», prosegue.

Idee confuse e contraddizioni
Vincenzo Paduano si mostra confuso, interrogatorio dopo interrogatorio. «Ho un’immagine abbastanza chiara dei fatti di sabato scorso fino all’arrivo sotto casa di Alessandro, poi non più. Le versioni delle quali parlo sono ipotesi, io non ricordo nulla, è come quando si legge un libro o si vede un film. Mi hanno detto che potrei averla pestata, strangolata, in centrale mi hanno proposto questa cosa della sigaretta, quella di averle dato fuoco, o addirittura che l’avrei investita con la macchina, ma io non ricordo nulla», dichiara spaesato. «Sono stato sotto casa di Alessandro verso le 3-3.30, non so perché. Ho trovato lì la macchina di Sara, cosa che non mi aspettavo perché mi aveva detto che sarebbe uscita con un’amica e ho pensato di spaventarla. Ho aspettato fino a quando Sara e Alessandro sono tornati, poi l’ho seguita e fermata. Non mi sono accorto di averla tamponata. Sono salito sulla sua auto, abbiamo litigato. Non ricordo bene, è successo un casino, ho preso la bottiglietta dell’alcol e ho iniziato a cospargerla in auto e su Sara. Non so perché Sara non è scappata. Non l’ho picchiata, lei è scesa dalla macchina poi l’ho raggiunta più avanti dove l’avete trovata, non ho capito più nulla», prosegue.

Una persona totalmente inaffidabile
«La personalità dell’indagato genera inquietudine posto che egli afferma di non avere alcuna consapevolezza del gesto compiuto e che, subito dopo il fatto, è rientrato sul luogo di lavoro facendosi trovare da un collega intento a leggere un libro in condizioni di apparente serenità, è evidente che sia nell’ipotesi che Paduano stia mentendo sia in quella che abbia effettivamente attivato un processo di rimozione, è in ogni caso una persona totalmente inaffidabile», ha dichiarato il gip Paola Della Monica.

Sara forse era già morta
Vincenzo Paduano potrebbe essersi servito di una tanica con altro liquido infiammabile per incendiare la macchina di Sara Di Pietrantonio e dare fuoco al corpo della ex, quando probabilmente era già morta. Il professor Giorgio Bolino, medico legale della Sapienza, ha deciso di fare una nuova tac sul collo di Sara, per capire se Vincenzo, non solo le abbia fratturato la laringe ma sia riuscito anche a spezzarle l’osso del collo. Altro elemento per ricostruire la dinamica sarà l’esame istologico del polmone, per capire quanto siano ampie le tracce di fuliggine riscontrate inizialmente e se, quindi, Sara respirasse ancora.


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