Scroll to Top

La cannabis medica legale non aumenta l’uso ricreativo

Uno studio condotto dalla Columbia University mette in correlazione i due aspetti: nelle realtà dove è stato legalizzato l’uso terapeutico, non è aumentato il numero di giovani che ne fanno uso personale

La cannabis medica legale non aumenta l'uso ricreativo

Sono due risvolti della stessa medaglia che vengono spesso accostati, erroneamente, quando si parla del tema cannabis: l’uso medico e quello personale ricreativo sono in realtà due aspetti profondamente differenti. Il primo procede a ritmi più spediti, parlando di legalizzazione, in tutto il mondo; Italia compresa. Sul secondo aspetto ci sono sempre più voci contrastanti e ostacoli da superare. E i due concetti sono così differenti che un recente studio condotto dalla Columbia University Medical Center ha evidenziato come nei contesti nei quali la marijuana a scopo medico è legale non è cresciuto il tasso di adolescenti che fumano cannabis. I due fattori restano quindi slegati. Un risultato non da poco, perché quando si affronta il tema legalizzazione della cannabis medica, gli oppositori di questa apertura brandiscono spesso a favore della loro tesi proprio il rischio che ciò possa incoraggiare gli adolescenti all’uso di tale sostanza.

Uno studio che cade proprio in un momento in cui, in Italia, la questione cannabis per uso medico sta per trovare una nuova legge chiara e definitiva in Parlamento. Anche nel nostro paese spesso e volentieri, quando si parla di utilizzo medico, si finisce per generare confusione facendo di tutta l’erba un fascio: quanto sta avvenendo a livello di legge non ha nulla a che vedere con l’uso ludico della cannabis. Non si parla delle canne da fumare, ma di farmaci per alleviare le sofferenze di tanti pazienti.

Niente legalizzazione selvaggia, un tema che quando viene affrontato, qui in Italia, finisce spesso per creare enormi divisioni, come nel caso della presa di posizione della Direzione Nazionale Antimafia in favore di una liberalizzazione dello scorso anno.

Un altro aspetto determinante legato all’importanza di questo studio, teso a dimostrare come legalizzare la sostanza per scopi medici non vada a invogliare i giovani a fumare marijuana, è correlato con altri studi scientifici del passato che avevano messo in risalto potenziali effetti negativi della marijuana fumata dagli adolescenti sullo sviluppo del cervello.

Un rischio che sarebbe dunque scongiurato considerando gli sviluppi del settore nel nostro paese: la tendenza è quella di favorire sempre più l’uso medico. Mentre per quanto riguarda la questione ludica, difficilmente ci saranno aperture a breve.



Leggi anche: