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Lega e M5S contro i negozi online, parola d’ordine “tracciabilità”

Arriva una proposta di legge avanzata dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega che ha come obiettivo principale quello di regolamentare il mondo dell’e-commerce

Lega e M5s contro i negozi online, parola d'ordine "tracciabilità"

I prodotti che si acquisteranno online dovranno essere tracciati. Le aziende che fanno commercio sul web dovranno dichiarare da dove provengono i prodotti messi in vendita e dove sono confezionati prima che questi siano spediti agli acquirenti. Lo prevede una proposta di legge avanzata dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega che ha come obiettivo principale quello di regolamentare il mondo dell’e-commerce. A detta delle forze politiche che sostengono il governo Conte adesso in carica, il rischio del commercio elettronico è quello di distruggere il Made in Italy. “Spesso questi siti – sostengono M5S e Lega – sono collegati a società fittizie all’estero che usufruiscono di agevolazioni sull’Iva al contrario delle imprese italiane“. Obiettivo primario del provvedimento sarebbe quindi quello di favorire la concorrenza e rendere l’e-commerce un’ipotesi di lavoro vantaggiosa anche per i piccoli commercianti.

Il commercio elettronico nel nostro Paese

Secondo alcuni dati recenti, nel 2018 l’e-commerce in Italia sarebbe cresciuto del 15% rispetto all’anno precedente. E a beneficiarne non sarebbero solo i colossi del commercio online ma anche realtà più piccole ma, allo stesso tempo, non meno intraprendenti. Sono sempre di più le eccellenze locali che si rivolgono a società come Multiwebnegozi che si occupano di aiutare produttori e rivenditori ad aprire un canale di vendita online che affianchi e supporti la presenza fisica sul territorio.

Il disegno di legge ipotizzato da Lega e 5 Stelle prevedrebbe inoltre il divieto per gli e-commerce di consegnare i pacchi la domenica e una regolamentazione dei prezzi che dovrebbero allinearsi con quelli degli esercizi fisici. Sempre all’insegna della difesa del piccolo e medio commercio fisico che sarebbe messo in crisi dagli eccessivi sconti praticati dai grandi operatori online. Stesso mercato, stesse regole. Non è accettabile che online ci siano prezzi molto più bassi rispetto a quelli che ci sono negli esercizi commerciali”, ha dichiarato alla stampa Massimiliano De Toma, l’esponente grillino che sta elaborando la nuova proposta di legge insieme ai colleghi della Lega.

Esempio evidente sarebbe quello della rivendita di libri online rispetto al quale la maggioranza vorrebbe limitare al 5% il tetto massimo degli sconti praticabili rispetto all’attuale 15% previsto dalla legge Levi per proteggere il mercato delle piccole librerie cittadine e locali. Resta naturalmente tutto da verificare quanto queste norme, se approvate, contrastino con il principio della libera concorrenza e che impatto avranno sui consumatori, abituati ad avere un vantaggio, a volte anche non indifferente, acquistando online.

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