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Mafia: inchiesta “Triokola”, scoperti incontri tra boss nelle campagne agrigentine

L’inchiesta “Triokola” era già stata avviata cinque anni fa, nel 2009. Oltre a scoprire legami tra Leo Sutera e Matteo Messina Denaro, si è potuto scoprire come i summit mafiosi avvenissero nei fabbricati di campagne agrigentine lontano da cimici o microspie

Mafia: inchiesta "Triokola", scoperti incontri tra boss nelle campagne agrigentine

S’incontravano nei campi per poter evitare le cimici. E’ quello che i Carabinieri del Ros e del comando provinciale di Agrigento hanno scoperto durante le indagini svolte su Leo Sutera, conosciuto anche come “il professore”. L’uomo era considerato dalle forze dell’ordine anche il maggior esponente della mafia in Sambuca di Sicilia, nonché capo della provincia d’Agrigento tra il 2010 e il 2012. L’inchiesta è stata soprannominata “Triokola” ed era già stata avviata nel 2009 e condotta dal procuratore Maurizio Scalia, e dai sostituti Rita Fulantelli, Emanuele Ravaglioli e Claudio Camilleri ed ha portato ad alcune constatazioni: oltre al consueto metodo dei pizzini, si è potuto appurare il collegamento diretto tra “il professore” e il latitante Matteo Messina Denaro, rappresentante della mafia trapanese. Tramite le indagini sui soggetti coinvolti, gli investigatori sono riusciti a recuperare molti degli incontri che alcuni boss ed altri rappresentanti mafiosi delle province agrigentine e di Palermo, effettuavano nelle campagne di Sambuca di Sicilia. Inoltre, tramite le metodologie con cui si svolgevano gli incontri, si è potuto appurare che durante questi incontri, i partecipanti arrivassero anche alla pianificazione di comuni strategie criminali che arrivavano ad una stesura territoriale addirittura extra provinciale.

Incontri nelle campagne
Gli incontri tra gli esponenti, riferendosi ad incontri tra il 2010 e 2012, non si svolgevano sempre nello stesso luogo, ma molto spesso avevano sede in diversi fabbricati abbandonati immersi nei campi agrigentini dove i partecipanti erano soliti arrivare in modo da poter evitare le cimici o microspie piazzate nelle proprie abitazioni. Inoltre il boss Leo Sutera, aveva escogitato un ottimo metodo per non essere scoperti durante gli incontri: prima circondava di suoi adepti la zona scelta per gli appuntamenti in modo che facessero sopralluoghi nonché costituire una cintura di sicurezza della zona, in più i suoi accoliti “prelevavano” i partecipanti da portare alle riunioni o al cospetto dei capo mafia. I Carabinieri avevano inoltre filmato tutti gli incontri svoltisi tra Sutera e Giuseppe Genova, e anche altri incontri con Cosimo Michele Sciarabba, l’uomo d’onore della famiglia Misilmeri di Palermo. Ora Leo Sutera si trova in carcere, in Sicilia, arrestato nel 2012 e condannato a 4 anni di reclusione per associazione mafiosa come anche Sciarabba e Maranzano, che sono stati arrestati nel 2013 poiché ritenuti elementi di spicco di mandamenti mafiosi. Questo risulta essere il secondo blitz delle forze dell’ordine, mosso per poter trovare il latitante Denaro. Già durante le ultime settimane sono stati compiuti 5 arresti nel tarantino, con l’accusa di essere fiancheggiatori di capi mafia.


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