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Orrore a Padova: padre orco per divertirsi tortura moglie e figli, e impicca il cane

Padovano usava la violenza come passatempo per maltrattare moglie, figli e il cane da almeno cinque anni, arrestato grazie alla figlia 16enne che ha chiamato il “telefono azzurro”

Orrore a Padova: padre orco per divertirsi tortura moglie e figli, e impicca il cane

Violenze che andavano avanti da anni sui suoi famigliari, ma nessuno se n’era mai accorto. L.M., 39 anni, di origini sinti di Monselice, già un pregiudicato, era solito seviziare e castigare figli tutti i giorni. L.M. era stato già precedentemente arrestato dai carabinieri di Vicenza nel 2004 per aver effettuato una rapina in un istituto di credito. Arrestato ancora una volta nel giugno 2010, dove si è scoperto che lo stesso aveva a che fare con una serie di rapine effettuate in alcuni supermercati di Treviso. Dopodiché era stato scarcerato e aveva dichiarato che avrebbe voltato pagina, rivolgendo tutte le sue attenzioni alla famiglia che viveva a Padova in un alloggio Ater. Sono passati 5 anni da allora e ogni sera questo padre orco malmenava i suoi quattro figli, la moglie di 32 anni e persino il cagnolino di casa. Il motivo? La noia. Nessuno veniva risparmiato: il bambino di un anno, ultimo figlio nato nel 2014, veniva picchiato da quello di 10 anni, il secondo della prole; la bambina di 12 veniva usata dal padre come cuscino, appoggiando la testa sul suo seno e la riempiva di carezze morbose, quando non la picchiava. La figlia 16 enne, la maggiore, spesso veniva costretta a piegarsi in segno di riverenza nei confronti del padre assieme agli altri fratelli. I figli erano costretti a stare in ginocchio per ore davanti a lui, altre volte venivano colpiti con una cinghia alla schiena. Il cagnolino di casa veniva chiuso in lavatrice, veniva picchiato e infine, tragico epilogo per il cane, è stato impiccato al termosifone davanti ai figli il settembre scorso. Forse è proprio quest’ultimo episodio che ha fatto scattare la figlia 16enne del torturatore chiamando il “Telefono Azzurro”. Nelle telefonate che componeva con paura, raccontava sotto voce per non farsi sentire dal padre tutte le violenze domestiche che il loro aguzzino faceva subire anche alla madre. Sono partite le indagini della Squadra mobile di Padova, mentre ancora le telefonate della giovane continuavano facendosi sempre più tragiche e violente. Ma finalmente dopo aver raccolto abbastanza prove, il delinquente è stato infine arrestato e portato in questura.

I figli al gip: «Ci picchiava per divertimento»
I tre ragazzi, escluso il più piccolo, sono stati interrogati di fronte al gip Brunello, alla presenza del pm, dell’indagato e del suo avvocato Riccardo Benvegnù. Il ragazzo di 10 anni ha raccontato: «Un giorno ha infilato il collare del guinzaglio del nostro cane al termosifone e l’ha impiccato. E rideva. Un’altra volta l’ha chiuso in lavatrice. Abbiamo provato a difenderlo ma lui ha picchiato anche noi». La 16enne ha raccontato: «Quando si faceva la doccia, ci costringeva ad asciugargli i piedi. Ci ha costretto più volte a picchiarci tra noi mentre lui guardava. E se fingevamo, erano cinghiate, ci bruciava con la fiammella dell’accendino sotto le ascelle. Ci svegliava nel cuore della notte, ci costringeva a fargli da mangiare». Quando ai tre fratelli è stato chiesto del trattamento riservato alla madre hanno risposto in lacrime: «Più volte per diverse ore ha chiuso la mamma legata, e anche noi, dentro un armadio. Un giorno ha legato mani e piedi nostra madre, l’ha torturata con un cacciavite e le ha passato sulla pelle la fiamma dell’accendino. Quando nostra madre era chiusa nell’armadio per noi c’era una sberla al giorno e quando non sapeva cosa fare diceva: “Passiamo il tempo: vi picchio”».

Il padre orco era stato scarcerato qualche giorno prima – Alla presenza di certi eventi sono sorti altri dettagli di tipo legale: L.M. era sotto sorveglianza, scarcerato qualche giorno fa dal pm Piccione per esser sospettato di una recente rapina, con la concessione dell’affidamento in prova ai Servizi sociali. Dunque è partita la richiesta di custodia cautelare ed è tornato a casa. A questo punto il padre ha “tradito” la fiducia dei giudici e quindi ora ogni misura cautelare è sospesa. In aggiunta a tentata rapina, ora il padre è accusato di soprusi in famiglia, sequestro di persona, violenza sessuale e maltrattamenti contro gli animali. La moglie più i figli ora vivono in una comunità protetta nel padovano cercando di recuperare. Assieme a loro cercherà di riprendersi anche tutta la città padovana sotto shock per la vicenda deplorevole di cui nessuno avrebbe mai sospettato.



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