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Perugia, svolta nell’omicidio di Cenerente: arrestata la basista albanese

Il delitto è avvenuto nell’aprile 2012: madre e figlio sono stati ritrovati in casa legati ad una sedia con lesioni sul cranio dovute a martellate. Dopo 4 anni, la basista dell’omicidio, è stata arrestata in seguito ad intercettazioni telefoniche. Gli assassini sono stati arrestati durante lo scorso maggio

Perugia, svolta nell'omicidio di Cenerente: arrestata la basista albanese

Dopo 4 anni d’indagini, la polizia della Squadra Mobile della questura di Perugia, ha arrestato Marjana Perdoda, d’origini albanesi, per l’omicidio di Sergio Scoscia e della madre Maria Raffaelli, avvenuto a Cenerente nella notte del 5 aprile del 2012. L’omicidio, che ad oggi resta uno dei delitti più violenti mai accaduti in Umbria, ha richiesto fin da subito un’indagine particolarmente complessa, sia per l’assenza di testimoni, sia per le cautele adottate dagli omicidi. Il delitto, difatti, secondo le indagini, era stato compiuto da una banda organizzata dedita a certi crimini, nonché ladri esperti nella realizzazione di furti e rapine d’abitazione. Ulteriori verifiche hanno consentito alle forze dell’ordine, durante lo scorso maggio, d’individuare e catturare i tre assassini, d’origine albanese, ora condannati in via definitiva: due di loro hanno ricevuto l’ergastolo e un altro, “il palo” del gruppo, è stato condannato a 20 anni di pena. Tuttavia, per le forze di polizia, il quadro non era ancora completo poiché la banda, sebbene esperta in rapine e furti in abitazione, non sarebbe stata in grado d’ottenere le informazioni utili per effettuare la rapina, se non grazie ad un basista che raccogliesse ogni dettaglio utile per realizzare il colpo perfetto: con residenza in zona, la basista dell’organizzazione e mente del sodalizio, era proprio la Perdoda poiché era al corrente delle possibili vittime e dell’ambiente circostante dove poter effettuare i furti.

Quattro anni d’indagini
Dopo aver individuato in Marjana Perdoda ed in una cittadina rumena, Cotta Oana Mihaela, l’anello mancante della vicenda, gli investigatori iniziarono ad effettuare ricerche più approfondite: entrambe le due donne, dedite alla prostituzione nella zona di Pantano, in provincia di Perugia e nei pressi di Cenerente, intrattenevano un rapporto d’amicizia con la vittima Sergio Scoscia, soprattutto la Perdoda, nel periodo antecedente il crimine. Fu proprio la donna ad indicare l’obiettivo ai suoi complici, essendo a conoscenza sia dell’ingente quantitativo d’oro e preziosi custoditi in casa Scoscia, sia sul come introdursi in casa: gli autori dell’omicidio avevano fatto irruzione da una finestra sul retro del fabbricato, entrando poi nell’abitazione usando una scala ed una sedia. In seguito ai 4 anni d’indagini, basate su diverse attività d’intercettazione telefonica, ambientale ed informatica oltre ai tabulati telefonici, gli agenti della squadra mobile assieme all’ausilio della polizia postale di Perugia e del servizio centrale operativo, dopo aver visionato l’insieme degli elementi, sono giunti all’arresto dei soggetti ritenuti gli autori della rapina e, durante la giornata del 23 giugno, anche all’arresto della donna.

In seguito alle conferme del ruolo prevalente nell’organizzazione da parte della Perdoda, gli uomini della sezione “Reati contro la persona” della Squadra Mobile, si sono presentati davanti all’abitazione della donna e le hanno notificato il provvedimento esecutivo della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Perugia, che dispone l’arresto immediato della donna, con il successivo trasferimento a Capanne, casa circondariale di Perugia, dove sconterà la pena di 4 anni di reclusione. In più, la donna, oltre che pagare 800 euro di multa, è stata interdetta dagli pubblici uffici per 5 anni.



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