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Roma: blitz della polizia alla tendopoli di Via cupa, fuggiti alcuni immigrati

La polizia ha effettuato dei controlli presso la tendopoli nel piazzale che costeggia il cimitero del Verano. Alla vista dei gendarmi, molti immigrati si sono dati alla fuga, altri sono stati portati all’ufficio immigrazione per l’identificazione. Proteste dalle associazioni di volontariato

Roma: blitz della polizia alla tendopoli di Via cupa, fuggiti alcuni immigrati

Tensione e paura durante la mattinata del 7 giugno nella zona Tiburtina di Roma, nei pressi del cimitero monumentale del Verano. Attorno alle 7 del mattino è scattato il blitz della polizia all’ex centro d’accoglienza Baobab, in via Cupa, dove si era insediata una tendopoli. Dopo otto mesi dalla chiusura del centro, chiuso dal 6 dicembre scorso, i migranti hanno continuato a permanere nella zona grazie ad un accampamento collocato proprio alle porte dell’edificio, nonché nel piazzale che costeggia il cimitero del Verano: lo spiazzo era occupato da tende da campeggio abitate da oltre duecento immigrati, tra cui donne e bambini somali ed eritrei, approdati con l’ultimo sbarco. All’arrivo delle auto blindate della polizia, molti stranieri si sono dati alla fuga, cercando di scappare tra le auto incolonnate. Molti i fuggitivi che sono riusciti a dileguarsi, altri sono stati prelevati a gruppi di trenta e sono stati accompagnati all’ufficio immigrazione della questura in via Parini per l’identificazione. La polizia è intenzionata a bonificare l’area e a far smontare le tende ed in seguito, una parte degli immigrati, verrà trasferita al Cara di Castelnuovo di Porto.

«Migliorare le condizioni di ordine pubblico»
I controlli, eseguiti con un’ordinanza del questore Nicolò D’Angelo, hanno visto anche la partecipazione di alcune strutture d’accoglienza del Comune, dell’Asl e dell’ufficio sanitario della polizia. In una nota redatta dalla Questura si può leggere: «Presenti anche mediatori sociali e conoscitori delle lingue di origine degli extracomunitari allo scopo di fornire loro una corretta informazione circa i diritti ed i doveri legati alla legge italiana. L’intervento, che ha visto l’identificazione di circa 70 cittadini provenienti da Egitto, Etiopia, Eritrea, Somalia e altri paesi del Nord Africa, ed il foto-segnalamento di 30 di loro, s’inquadra in un più ampio progetto di sistema, che mira a migliorare le condizioni di ordine pubblico, di sanità e di decoro, dei siti romani interessati alla presenza di immigrati», come riportato da “Repubblica.it”.

Proteste dalle associazioni
Molte le disapprovazioni da parte delle associazioni di volontariato che nelle ultime settimane hanno cercato di far fronte all’emergenza migranti: oltre ad aver messo a disposizione materassi, arrangiati per terra, i volontari hanno cercato di gestire alla meglio la situazione di necessità dal punto di vista igienico-sanitario. La difficoltosa situazione aveva già visto un’istanza, da parte dei volontari verso istituzioni, per far edificare un’altra sede dove far nascere «un polo in grado di fornire un’accoglienza degna di un paese europeo», dopo la chiusura del centro Baobab. Una richiesta andata avanti per tutto l’inverno, senza esser soddisfatta come spiegato anche da Gianluca Peciola, esponente di Sel: «La tendopoli vicino all’ex centro Baobab è stata sgomberata. In tanti sono stati caricati con la forza sui pullman per essere identificati. Dopo mesi di richieste di aiuto rivolte alle Istituzioni, la soluzione trovata è stata lo sgombero. E’ vergognoso l’uso della forza contro i migranti e i volontari che in questi mesi con generosità hanno continuato a prestare la loro attività. Roma deve tornare ad essere città dell’accoglienza in un momento in cui nel mondo migliaia di persone fuggono da guerre e persecuzioni».

Anche Stefano Fassina di Sinistra Italiana ha specificato la sua opinione: «Il Baobab, per tanti migranti transitanti che arrivano a Roma per ripartire, è stata l’unica risposta della città. Tante volontarie e tanti volontari hanno dato assistenza, solidarietà, affetto a queste persone per colmare l’assenza e le inadeguatezze delle istituzioni. Oggi le stesse istituzioni non sanno fare di meglio che procedere allo sgombero delle tende a via Cupa, soluzione emergenziale data l’incapacità dell’amministrazione di trovare un immobile adeguato, nonostante le promesse. Al primo consiglio utile presenterò una mozione per dare vita a un sistema di accoglienza degno di una capitale europea».



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