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Rovigo shock: uccide moglie, suocera e compagno davanti ai figli, poi si suicida

Albanese di 40 anni non accetta la separazione con la moglie che gli vieta di vedere i figli. Spara alla suocera e al suo compagno, poi anche alla moglie e a sé stesso. A dare l’allarme i minori in casa

Rovigo shock: uccide moglie, suocera e compagno davanti ai figli, poi si suicida

Omicidio-suicidio nel Rodigino, dove Rino Begu, 41enne d’origine albanese che viveva a Boara Pisani, ha assassinato brutalmente l’ex moglie, Rosica Montana di 31, e la suocera moldava 51enne Maria Askarov, custode del canile e proprietaria dell’appartamento che affianca il canile, dov’è avvenuto il delitto. Dopo aver compiuto il vile massacro, l’assassino si è suicidato. L’unico che è riuscito a sopravvivere al delitto è il compagno della custode, di qualche anno più giovane, d’origine uzbeka ma ora in coma farmacologico. Le donne e l’uomo sono stati colpiti con un’arma da fuoco, quella che secondo le prime ipotesi potrebbe essere un revolver di grosso calibro, con cui l’omicida che, aveva con sé un sacchetto con molti proiettili, ha sparato numerosi colpi e caricato più volte l’arma. La madre della 31enne gestiva il Rifugio Cipa della frazione Fenil del Turco fin dal 2007, dove sorge il canile della Lega nazionale per la difesa del cane-sezione di Rovigo. Le Forze dell’Ordine, sono pervenute sul posto qualche ora dopo le 18:30, ora in cui sembra essersi svolto l’orrendo omicidio, dopo aver ricevuto l’allarme da più testimoni e dai volontari che si trovavano all’interno del canile, collaboratori della signora Maria, Claudio Cesaretto e Sara Brandolese.

Non accettava il divorzio
La polizia pensa di trovarsi di fronte ad un estremo atto di gelosia da parte dell’uomo che non accettava il divorzio e voleva a tutti i costi vedere i propri figli. L’ex coppia era oramai separata da diversi mesi, e la donna era tornata a vivere a casa della propria madre assieme alla propria prole. La 51enne viveva in Veneto già da molti anni e alloggiava proprio di fianco al canile, in un appartamento costruito appositamente per il custode della struttura. Nella serata di giovedì sembra esserci stata un’altra violenta lite tra i due ex coniugi, in cui la 31enne ha negato all’uomo di poter vedere i propri figli, nonostante fosse venuto accompagnato dai carabinieri. L’uomo è partito con le minacce e dunque le due donne l’hanno cacciato. Dalle intimidazioni si doveva evincere qualcosa, ma non si pensava di certo che l’uomo sarebbe tornato la sera seguente, armato.

Durante la serata di ieri sembra che i due fossero tornati a litigare, ma lui in un attimo di follia, ha preso il revolver che aveva con sé e ha sparato dapprima alla moglie, poi ha inseguito nel cortile la suocera e l’ha freddata. Dopodiché avrebbe sparato anche al compagno della donna che si trovava nella stessa struttura. Inoltre, in base alle prime testimonianze, l’uomo, dopo aver ammazzato a sangue freddo, sarebbe uscito dal canile gridando: «Cosa ha fatto ai miei figli!» tutto insanguinato, per poi suicidarsi davanti a dei minori. Le donne e i due uomini, infatti, non sono le sole vittime della tragedia: ad assistere spaventati al tragico epilogo dell’uomo suicida, sembra ci fossero i figli della coppia, un maschio e una femmina di 2 e 11 anni, e il fratello della donna più giovane, Nuridin di 17 anni. Per fortuna, almeno i minori, sono usciti dalla faccenda fisicamente illesi.


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