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Silvana Pampanini in prognosi riservata al policlinico Gemelli, aggiornamenti sulle condizioni

La novantenne attrice è ricoverata da due giorni per alcuni problemi all’addome; le sue condizioni sarebbero in leggero miglioramento, ieri la Pampanini si è svegliata ed era cosciente

Silvana Pampanini in prognosi riservata al policlinico Gemelli, aggiornamenti sulle condizioni

Silvana Pampanini è ricoverata da due giorni al policlinico “Gemelli” di Roma per un problema addominale; l’attrice è ancora in prognosi riservata, in terapia intensiva post operatoria. Secondo alcune fonti ospedaliere, ieri c’è stato un leggero miglioramento delle sue condizioni di salute, infatti la Pampanini si era svegliata ed era lucida, ma il quadro generale resta comunque delicato. A ogni modo, dai medici sono giunti segnali incoraggianti. Il ricovero d’urgenza si è rivelato necessario due giorni dopo un intervento chirurgico che l’attrice ha dovuto subire per un problema all’addome; a darne notizia, due giorni fa, era stata Barbara D’Urso nel corso della trasmissione “Domenica Live”, la quale si è poi collegata telefonicamente con Paolo Limiti, che ha confermato: «Lunedì sera doveva andare all’Opera a vedere il balletto, martedì mi ha chiamato e mi ha detto che non stava bene e così anche mercoledì; allora, un amico, vedendo che la situazione stava peggiorando, l’ha portata subito al Gemelli, dove è stata successivamente operata – ha detto Limiti – l’operazione è andata bene, ma è dovuta tornare in sala operatoria. Però Silvana era lucida, quando le hanno detto cosa bisognava fare, ha detto: fate pure. Ha firmato lei stessa il consenso, era tranquillissima quando l’hanno portata in sala operatoria».

La carriera
La Pampanini era stata un modello della bellezza femminile italiana, insieme a Lucia Bosè e Silvana Mangano, nella prima metà degli anni Cinquanta, prima che la Loren e la Lollobrigida ne prendessero il posto; prima Miss Italia del dopoguerra, anche se ex aequo con Rossana Martini, ha recitato in molti film di successo, sia drammatici che comici: “I pompieri di Viggiù” e “47 morto che parla” insieme al grande Totò, che la corteggiò a lungo, “Bellezze in bicicletta” e, soprattutto, “La strada lunga un anno” di Giuseppe De Santis, candidato all’Oscar 1959 e vincitore del Globo d’Oro come miglior film straniero.


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