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Venezia, neonato abbandonato in un sacchetto tra i rifiuti: trasportato in ospedale

Aveva ancora il cordone ombelicale attaccato il neonato ritrovato accanto ad un cassonetto dell’immondizia a Santa Maria di Sala. Era rinchiuso in un sacco e giaceva tra i rifiuti. Trasportato d’urgenza all’ospedale, adesso gode di ottima salute

Venezia, neonato abbandonato in un sacchetto tra i rifiuti: trasportato in ospedale

È accaduto a Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia. Una donna, il cui nome non è stato reso pubblico per questioni di privacy, nella serata del 19 giugno scorso, stava gettando la spazzatura in un cassonetto, in via Cavin di Sala, quando improvvisamente avverte dei lievi e strani gemiti. Accanto al contenitore dei rifiuti era stata collocata una borsa della spesa e lì dentro giaceva un neonato ancora vivo, con il cordone ombelicale ancora attaccato. La donna, non ha esitato a chiamare i soccorsi e gli agenti della zona, che sono immediatamente giunti sul posto e hanno trasportato il piccolo all’ospedale. «È stata una mia parrocchiana madre di due bambini a notare in serata il piccolo in modo fortuito», ha raccontato il parroco di Santa Maria di Sala, Don Paolo Cecchetto. Ed è proprio a lui che la donna, molto conosciuta in paese, ha chiesto la cortesia di poter rimanere nell’anonimato. Il piccolo adesso sta bene e gode di ottima salute. Sul caso indagano i carabinieri. S’ipotizza che sia stata la stessa madre ad abbandonare il piccolo ma non si escludono altre persone. La cosa certa è che si tratta di un’impresa ardua visto e considerato che nella zona e nei d’intorni non sono presenti telecamere che possano aver ripreso l’abbandono.

Dieci giorni di tempo
In caso di abbandono da parte della madre, quest’ultima avrà 10 giorni di tempo per poter ritornare sui suoi passi e presentarsi all’ospedale di Marano dove si trova ricoverato il piccolo. Scaduto tale termine si avvieranno le procedure per l’affidamento. Non è il primo caso di abbandono nel paese veneziano. Il 25 giugno del 2015 un’altra bimba era stata abbandonata dietro la porta della parrocchia. «Ho aperto e mi sono trovato davanti un grande borsone, simile a quello che i parrocchiani ci lasciano per la Caritas. Dentro c’era una neonata avvolta in una copertina, che doveva aver già avuto la prima poppata. Non sapevo cosa fare, sono stato vinto dall’emozione e ho pensato di chiamare una suora per farmi aiutare», ha raccontato lo stesso Don Paolo Cecchetto. «Ora quella neonata, Martina è stata affidata ad una coppia in attesa dell’adozione definitiva», ha proseguito.



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