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Venezia, prof si presenta in aula vestito da donna: “Da oggi chiamatemi Cloe”

Al suo primo giorno di ruolo il professore di fisica Luca Bianco si è presentato ai suoi allievi con parrucca, minigonna e tacchi a spillo dicendo: «Ragazzi da oggi chiamatemi Cloe». Un papà ha inviato una mail all’assessore regionale all’Istruzione e alle Pari Opportunità Elena Donazzon: «Faccia in modo che queste cose non accadano più»

Venezia, prof si presenta in aula vestito da donna: "Da oggi chiamatemi Cloe"

«Ragazzi da oggi chiamatemi Cloe». È così che si è presentato ai suoi alunni Luca Bianco, professore di fisica dell’Istituto di Istruzione Superiore Scarpa-Mattei di San Donà di Piave, a Venezia, al suo primo giorno di ruolo. L’insegnante venerdì scorso è arrivato in classe vestito da donna con tanto di tacchi e parrucca bionda, suscitando grande scalpore. Ma come fa sapere il direttore dell’Ufficio scolastico territoriale Domenico Martino, le sue scelte personali non rientrano nei compiti da docente. Il professore non si nascondeva ormai da tempo e postava spesso su Facebook sue foto travestito da donna. Eppure questa sua presentazione ha colto di sorpresa gli altri colleghi e persino la direzione scolastica che si è detta completamente all’oscuro di questa sua scelta, e per questo motivo non sa come comportarsi di fronte alle lamentele di alcuni genitori. Il padre di un alunno ha infatti scritto una mail per esprimere il proprio dissenso all’assessore regionale all’Istruzione e alle Pari Opportunità Elena Donazzon, sperando che grazie al suo ruolo «possa fare qualcosa perché in futuro queste cose non accadano più». La Donazzon ha subito postato questa notizia sul suo profilo Facebook, dove si leggono commenti discordanti, tra cui moltissimi in difesa dell’insegnante.

Luca Bianco, professore di fisica
Luca Bianco, professore di fisica (adesso Cloe)

Il messaggio del genitore contrariato
«Gentilissima Elena, le scrivo perchè proprio a mio figlio è successo quanto segue. Frequenta la prima agraria presso l’I.I.S. SCARPA-MATTEI di San Donà di Piave (Ve) e venerdì scorso (27 novembre) nell’ultima ora di lezione la sorpresa. Il prof. di Fisica […] entra in classe e con tanto di stivali con tacchi, minigonna, seno prorompente, chioma bionda esordisce con “non chiamatemi più […] ma Cloe”. Lascio a Lei immaginare i volti dei ragazzi, qualche risata certo ma lo choc c’è stato e molto (una ragazza di un’altra classe si è sentita male). Il prof o la prof ha cominciato con il motivare questa “trasformazione” dicendo di desiderarlo da quando aveva 5 anni e che l’ha fatto adesso perchè diventato/a finalmente di ruolo. Nessuno è ancora intervenuto con i genitori. Forse questo è un fatto “normale” per tanti ma non per noi che viviamo quei valori che ci sono stati donati e che all’educazione dei nostri figli ci teniamo lottando quotidianamente bersagliati ogni giorno da chi quei VALORI vuole distruggere, teorie gender e quant’altro. Ecco, ho voluto metterLa al corrente di quanto accaduto sperando che con il suo ruolo di assessore alle Politiche dell’Istruzione possa fare qualcosa perchè in futuro queste cose non accadano più».

«La scuola richiede competenze didattiche e le scelte personali non rientrano nei compiti del docente» – Dalla direzione scolastica hanno spiegato che nessuno era al corrente di tutto ciò e che non sanno come comportarsi adesso. Lo dice anche il direttore dell’Ufficio scolastico territoriale Domenico Martino: «Il giorno dell’accaduto mi aveva chiamato il preside ci ha detto che non era stato avvisato e ci ha chiesto come comportarsi. Ora devo sentire il direttore Beltrame. Personalmente penso che possa avere sbagliato il modo di comunicare la sua scelta, ma sono anche convinto che la scuola richieda competenze didattiche e che le scelte personali non rientrino certo nei compiti del docente».



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